Donne e Lavoro: una lotta continua

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Pensavo che crescendo questa lotta che gli uomini hanno iniziato contro noi donne sul posto di lavoro finisse. Pensavo che una volta fatta carriera sarei stata rispettata e mi avrebbero guardata con stima.

Oggi ho appena 30 anni, una società che fattura 5 milioni di euro costruita in pochi mesi con un socio 15 anni più vecchio di me che stimo e che a sua volta mi stima. Siamo soci al 50%. Non più, non meno. Abbiamo raggiunto tutto questo insieme, colmando l’uno le lacune dell’altro e sostenendoci ogni giorno.

Eppure, quando facciamo meeting con fornitori, con clienti, con partner, nella corrispondenza email, nei documenti da firmare, lui è il punto di riferimento.

Nessuno intesta un documento a mio nome, i fornitori si rivolgono a lui quando parlano (nonostante spesso siano temi di mia competenza e lui indichi palesemente me come persona di riferimento). E ci tengo a sottolineare che non sono una persona timida o che non sa il fatto suo. 

Nonostante questo traguardo la donna è sempre vista come “segretaria”, come “assistente” e mai come leader.

Gli uomini hanno ancora una gran paura delle donne assertive, perché nella loro testa non sono gestibili, e quindi decidono a priori di rapportarsi con uomini o donne più quiete (che non per questo significa stupide,anzi).

La cosa che più mi ha stupito in questa mia esperienza da imprenditrice è che questa discriminazione molto spesso avviene più da miei coetanei che dagli over 50. Da un certo punto di vista sembra quasi che dopo una certa età ci si liberi di questi pregiudizi, mentre i millennials enfatizzano questa differenza.

Purtroppo per loro questa volta “il capo sono io” quindi comportandosi cosi non fanno altro che auto eliminarsi dalla lista di fornitori o partner.

L’empatia e la stima sono fondamentali in qualsiasi rapporto lavorativo: se manca quella io non ho interesse ad iniziare una collaborazione.

Alla vigilia della festa delle donne (anzi, commemorazione) invito tutti gli uomini a riflettere e a lavorare sulle loro competenze invece che sul riversare le loro frustrazioni su donne forti.

 

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