OFFRIRE COMPETENZE IN /BTB: TUTTI GLI ASPETTI NORMATIVI

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Photo by Thought Catalog on Unsplash

La piattaforma di Beyond The Box introduce un mercato alternativo a quello del lavoro, aperto a chiunque voglia aiutare gli altri a svolgere delle attività mettendo a disposizione le proprie competenze ed essere remunerato per questo. Non si tratta quindi di cambiare lavoro o datore di lavoro per fare carriera o per un salario più elevato: essere un offerer della piattaforma vuol dire piuttosto aggiungere un’attività lavorativa a quella attuale, sperimentare un nuovo modo di guadagnare basato sul compenso, coltivare un network di persone che riconoscano il valore delle proprie competenze.

Ecco alcuni consigli che ti aiuteranno a gestire gli aspetti amministrativi del diventare un offerer di /BTB: è davvero tutto molto semplice! Abbiamo selezionato e validato i contenuti da questi siti che potrai consultare, se vorrai, per ulteriori approfondimenti: 

Dal sito PMI

Dal sito LA LEGGE PER TUTTI

Dal sito STUDIO SIMONETTI COMMERCIALISTI

Compatibilità con altri lavori

Se attualmente non sei un lavoratore, né autonomo né dipendente, non avrai dubbi nel cominciare a offrire le tue competenze come lavoro autonomo occasionale, attivando in /BTB un profilo da privato. Il lavoro autonomo occasionale (e il reddito che ne deriva) è peraltro compatibile con l’indennità di disoccupazione NASpI sino a 4.800 euro annui. Se ti scoprirai poi un vero e proprio professionista, potrai sempre passare ad profilo da professionista, aprendo la tua Partita IVA.

Se sei un dipendente privato e non c’è concorrenza tra il lavoro che svolgi come dipendente e quello da offerente, nulla ti impedisce di:

    • Avviare il tuo lavoro autonomo occasionale con profilo da privato o con profilo da professionista (aprendo la tua Partita IVA). Il divieto di concorrenza può essere espressamente previsto dal tuo contratto con l’attuale datore di lavoro o implicito (l’art. 2105 del Codice Civile prevede l’obbligo del lavoratore di non trattare affari in concorrenza con l’imprenditore, né divulgare notizie e/o metodi di produzione dell’impresa).
    • Oppure, se intendi offrire competenze basate su informazioni che appartengono al tuo datore di lavoro o in concorrenza con i servizi offerti dal tuo datore di lavoro, attivare un profilo azienda e offrire competenze per conto e con il consenso del tuo datore di lavoro.

Sei un lavoratore autonomo con partita IVA: se da /BTBer offrirai competenze sulle stesse materie per le quali hai la partita IVA attiva il tuo profilo da professionista con la tua partita IVA e aggiungi alle tue opportunità di contatto e guadagno quelle che arriveranno dai /BTBer che cercano competenze. Se invece offrirai competenze su tutt’altra materia, è come se tu non fossi un lavoratore e potrai offrire le tue competenze come lavoro autonomo occasionale, attivando un profilo da privato.

Come funziona il lavoro autonomo

Il lavoro autonomo può essere occasionale o con partita IVA. I due casi si distinguono in base all’organizzazione e all’abitualità nell’esercizio dell’attività.

IL LAVORO AUTONOMO OCCASIONALE

A prescindere dalla durata e dall’importo percepito, il lavoro autonomo ha un carattere episodico e il lavoratore autonomo occasionale è colui che si obbliga a compiere dietro corrispettivo un’opera o un servizio con lavoro prevalentemente proprio, senza vincolo di subordinazione, né potere di coordinamento del committente.

Il lavoro autonomo occasionale non è la prestazione occasionale, resa tramite i nuovi voucher, detti anche Presto o Cpo (contratto di prestazione occasionale), o tramite il libretto famiglia.

Il lavoratore autonomo occasionale non deve emettere fattura, in quanto non ha la partita IVA, ma basta una ricevuta. Se il richiedente è un sostituto di imposta (tipicamente un’azienda) si applica la ritenuta d’acconto.

Sotto il profilo previdenziale solo per i redditi fiscalmente imponibili superiori a 5mila euro nell’anno solare (considerando la somma dei compensi corrisposti da tutti i committenti occasionali), i lavoratori autonomi occasionali devono iscriversi alla gestione separata Inps (L’aliquota contributiva della gestione separata INPS è del 25,72%, ridotta la 24% se si è iscritti ad altre forme di previdenza complementare).

I redditi da lavoro autonomo occasionale sono fiscalmente classificati fra i redditi diversi e devono essere inseriti nel quadro D del modello 730 o nel quadro RL del modello Redditi. I contributi previdenziali, come tutti i contributi previdenziali obbligatori, rappresentano un onere deducibile dal reddito.

IL LAVORO AUTONOMO CON PARTITA IVA

Se l’attività è esercitata in modo continuativo, professionale, o se comunque emerge un’organizzazione autonoma nell’esercizio dell’attività (generalmente, si parla di attività autonomamente organizzata se c’è uno studio proprio, se ci sono collaboratori o dipendenti, o se esiste un sito internet relativo all’attività esercitata) non si può parlare di lavoro autonomo occasionale e occorre aprire la partita IVA, in regime forfettario o ordinario. Approfondiremo brevemente il caso della partita IVA in regime forfettario.

PARTITA IVA IN REGIME FORFETTARIO

Il tetto massimo dei ricavi conseguiti o dei compensi percepiti [nell’anno precedente] per accedere al regime forfettario è pari a 65.000 €.

Il forfettario per il suo regime di specialità, determina le imposte in sede di dichiarazione annuale dei redditi a forfait, applicando una percentuale del 15%. Per i soggetti che iniziano una nuova attività, per i primi 5 anni, si applica un’imposta sostitutiva nella misura del 5%.

Vediamo come viene determinata esattamente l’imposta nel regime forfettario. Una volta determinati i ricavi conseguiti nell’anno, applichiamo ad essi un coefficiente di redditività. Questi coefficienti sono rappresentati da una percentuale che varia dal 40% fino all’86% e sono distinti in base all’attività svolta. Per le attività professionali e tecniche il coefficiente è del 78%. Ottenuto il valore esatto dell’imponibile al netto dei contributi, possiamo infine applicare l’aliquota pari al 15% per determinare l’imposta dovuta (in caso di inizio attività l’aliquota è del 5%).

Concludiamo con un esempio

Prendiamo come ipotesi quella di un /BTBer che offra competenze in 3 o 4 call al giorno da 40 minuti per 20 giorni al mese per un anno, fatturando quindi 50.000 €. Il coefficiente di redditività da applicare in caso di attività professionali e tecniche è del 78%. Riguardo la parte dei contributi previdenziali, assumendo che il nostro offerer sia sprovvisto di una propria cassa di previdenza, verserà i contributi alla gestione separata INPS. In assenza di altre forme di previdenza, l’aliquota contributiva della gestione separata INPS è del 25,72% da calcolare, almeno per il primo anno, sullo stesso imponibile definito sopra. I contributi saranno così calcolati: 50.000*78%[coefficiente di redditività]*25.72%= 10.030,80€. Imponibile calcolato al 78%: 39.000 €. Imponibile al netto dei contributi (10.030,80€): 28.969,20 €. Su questo imponibile calcoliamo l’imposta: applichiamo nel nostro esempio una percentuale pari al 5% (ipotizziamo che si tratti di nuova attività). Imposta dovuta: 1.448,46 €.

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