Assunzione di persone appartenenti a categorie protette: un’occasione per tutti

CATEGORIE PROTETTE

Quello delle categorie protette e del loro inserimento nel mondo del lavoro è un tema complesso e che spesso si evita di affrontare. 

Dall’introduzione della legge 68/99, secondo la quale gli imprenditori sono praticamente costretti ad assumere lavoratori appartenenti ad una categoria protetta, il tentativo di integrazione di persone disabili o di persone che appartengono ad una fascia debole, si è investito di una carica più di discriminazione che di inclusione. La norma ha infatti avuto lo stesso effetto, con le dovute differenze, raggiunto dall’introduzione in molti ambiti delle cosiddette quote rosa: un procedimento di assunzione forzata che avviene (nella maggior parte dei casi) solo perché richiesto dalla legge. La discriminazione paradossalmente parte quindi già durante la fase di ricerca e selezione di personale e dalla previsione normativa di inserire delle persone in una “lista”.  

Se si è alla ricerca di personale e si opta per inserire una persona che rientra in una lista di categorie protette lo si fa spesso per obbligo di legge quando, in realtà, dovrebbe essere considerata la reale opportunità che viene data ad entrambi, sia al datore di lavoro che al dipendente. Questo perché, la persona assunta dovrebbe essere scelta per le sue competenze, per le sue capacità, per tutto quello che può portare con sé, come valore aggiunto, all’interno di un’azienda o una qualsiasi realtà lavorativa. Solo in questo modo, infatti, si riconosce alla persona dignità, valore e reale necessità delle sue specifiche competenze all’interno dell’azienda a prescindere dalla categoria a cui, per legge, quella persona sembra appartenere. 

Andare fuori da queste dinamiche, uscire da questi schemi è il primo passo da fare per un mondo del lavoro poliedrico, diverso, realmente aperto, a favore delle persone e non contro di esse. 

Dire basta alla discriminazione e SI ad un mondo lavorativo che si arricchisce di personalità e competenze vaste e variegate, accogliendo persone appartenenti alle categorie protette in quanto figure professionali realmente utili, necessarie e competenti è un passo fondamentale per cambiare le cose promuovendo inclusione lavorativa e eliminando le discriminazioni che nascono nel mercato del lavoro.  

Le iniziative come /BeyondTheBox vanno ben oltre le “liste”: eliminare le discriminazioni e realizzare inclusione vuol dire consentire alle organizzazioni di avere persone che siano realmente preparate e che possano migliorare e potenziare l’ambiente in cui lavorano, e alle persone di vivere la propria professione senza sentirsi etichettati o catalogati.  

In quest’ottica il reale miglioramento sia dell’ambiente di lavoro ma anche della qualità di vita delle persone diventa accessibile: insieme alla possibilità di vedere valorizzate le proprie competenze, le proprie idee e la propria professionalità senza più discriminazioni.  
 
 

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