Il senso di colpa delle donne

 

All’inizio fu Eva, colpevole di aver aver fatto perdere all’umanità il privilegio di vivere nell’Eden. E da allora, poco è cambiato. Le donne, loro malgrado, si sentono sempre in colpa per qualcosa.

La tendenza a colpevolizzarsi di continuo, ad addossarsi sempre la responsabilità di tutto, è un’abitudine tipicamente femminile, che in molti casi comporta una pericolosa perdita di autostima, anticamera di depressioni e tendenze autolesioniste.

Ree di non soddisfare mai appieno le esigenze della famiglia, del datore di lavoro, di amici e famigliari, le donne tendono a colpevolizzarsi per ogni loro scelta. E ai nostri giorni, questa tendenza è in pericoloso aumento: prese da mille impegni, calate in molteplici ruoli, le donne finiscono per percepirsi come inadeguate, come se nonostante tutti i loro sforzi, non riuscissero a dare il meglio di sé nella loro vita e, soprattutto, in quella di chi le circonda.

Probabilmente, questo accade anche a te: ma ti sei mai chiesta perché?

 

Il vortice del senso di colpa delle donne

Ti sembrerà strano sentirlo dire, ma il senso di colpa, quando è sano, è funzionale allo sviluppo sociale e all’apprendimento delle norme morali ed etiche che regolano i rapporti umani. Percepire la delusione dell’altro, farsi carico dei suoi sentimenti e del suo dolore, ti rende cosciente della paura di perdere quel legame affettivo e fa in modo da spronarti a cercare una soluzione, per porre rimedio e “sanare” la tua colpa. Tutto ciò favorisce la crescita del senso di responsabilità e la tendenza a migliorarti, ma solo se di colpa si può concretamente parlare.

Quando invece tendi a colpevolizzarti per tutto, anche per ciò che non dipende direttamente da te, il senso di colpa comincia a intaccare la tua autostima. Non potendo espiare una colpa che non hai, cominci a percepire il bisogno di autopunirti, dando il via ad un vortice maligno, nel quale rischi di affogare.

Imparare a distinguere cosa dipende da te da ciò che non puoi controllare e mettere a tacere quel giudice severo annidato nella tua mente, è il primo passo per ritrovare un sano equilibrio personale e per relazionarti in modo sano con chi ti vive a fianco.

 

Madri e lavoratrici: il senso di colpa è donna

Per prima cosa, basta colpevolizzarti per tutto. Se sei una madre che, per scelta o per destino, non lavora, non hai nessun motivo di vivere con il senso di colpa di non contribuire al bilancio della famiglia. E sai perché? Perché non è vero, contribuisci eccome!

Nell’arco della giornata ti cali instancabilmente in molteplici ruoli: mamma, autista, cuoca e donna delle pulizie, senza contare l’impegno emotivo e mentale che metti nell’occuparti dell’educazione dei tuoi figli. Ti sembra poco? Non hai nulla di cui sentirti in colpa: sposta l’attenzione su quanto dai alla tua famiglia e rivendica con orgoglio il tuo ruolo e il tuo contributo.

Ma anche le donne che lavorano si sentono egualmente in colpa! Dì la verità: quando vai in ufficio, ti flagelli per aver lasciato i tuoi figli con la baby sitter, per non aver avuto il tempo di accompagnarli alla partita di calcio o al saggio di danza e, sebbene quando torni a casa stanca, ti preoccupi di controllare i compiti e trovi il tempo per cantare la ninna nanna, ti senti costantemente inadeguata nel tuo ruolo di madre, moglie e lavoratrice. Eppure, contribuisci attivamente al bilancio della famiglia e a volte, senza di te, non sarebbe proprio possibile affrontare tutte le spese che una famiglia comporta.

La realtà è che viviamo in una società che non è a misura di donna: da una parte mancano totalmente gli ammortizzatori sociali di cui, la donna che non lavora per prendersi cura dei figli, avrebbe diritto, così come avviene in altri paesi.

Dall’altra, i contratti di lavoro non sono stati pensati per le donne e, sebbene venga richiesta a gran voce da molti anni, la possibilità di lavorare part-time è ancora una chimera per la maggior parte delle donne.

In questo vuoto sociale e legislativo, è necessario ripartire dal proprio io e dalla valorizzazione del proprio ruolo, senza cadere nell’insidiosa trappola del senso di colpa, tanto inutile, quando irrazionale. E questo, le donne, devono capirlo.

 

 

 

 

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