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Quali sono le indennità per le mamme lavoratrici?

“Mia mamma non vede l’ora che io un giorno diventi mamma”; ma quali sono le indennità di cui hanno diritto le donne lavoratrici, dipendenti e non?

 

Partiamo con ordine: la maternità anticipata viene erogata quando la gestante ha una gravidanza a rischio pertanto deve astenersi immediatamente dallo svolgimento di attività lavorativa; altri casi possono essere dati dall’ambiente aziendale insalubre o dalla mansione per la quale è stata assunta. 

 

La maternità obbligatoria è periodo di astensione dal lavoro e di corresponsione della relativa indennità riguarda: i 2 mesi precedenti la data presunta del parto (si calcolano senza includere la data presunta del parto); l’eventuale periodo intercorrente tra data presunta e data effettiva del parto e i 3 mesi successivi al parto decorrenti dal giorno successivo alla data stessa.

E’ possibile, in determinate situazioni, richiedere il congedo flessibile astenendosi dal lavoro a partire dal mese precedente la data presunta del parto e nei 4 mesi successivi al parto. Dal 2019 inoltre con una novità assoluta la legge di bilancio ha permesso alle donne lavoratrici, previo anche in questo caso il benestare del proprio medico, di  decidere di lavorare fino a nono mese di gravidanza e fruire dei 5 mesi del congedo di maternità obbligatorio, dopo il parto.

 

Ma quanto si percepisce in questo periodo?

 Per quanto concerne le lavoratrici dipendenti e le parasubordinate, il trattamento economico erogato durante la maternità obbligatoria consiste in un’indennità economica giornaliera posta a carico dell’INPS pari all’80% della retribuzione media globale giornaliera del periodo di paga immediatamente precedente l’inizio del congedo, maggiorata dei ratei delle mensilità aggiuntive e degli altri elementi ricorrenti della retribuzione.

E se ho p.iva?
Discorso differente per le libere professioniste in quanto il calcolo risulta essere più  complesso avendo  diritto ad una indennità nella misura dei 5/12 dell’80% del reddito professionale dichiarato nel secondo anno antecedente alla data del parto.

Importante sottolineare che secondo la sentenza della Corte, la prestazione economica è dovuta anche quando non c’è stata una effettiva sospensione dell’attività da parte della professionista.

Dopo l’obbligatoria?

La maternità facoltativa, invece, può essere chiesta fino al dodicesimo anno del bambino anche se generalmente la più utilizzata è entro i primi 6 anni del piccolo per un periodo massimo complessivo di 6 mesi  con un importo spettante pari al 30% della retribuzione media giornaliera, calcolata considerando la retribuzione del mese precedente l’inizio del periodo di congedo;

In alcuni contratti collettivi è prevista non solo la fruizione a giorni, ma anche ad ore; è facoltà della mamma poter richiedere che il rapporto di lavoro subordinato a tempo pieno venga trasformato in part-time al posto della fruizione del congedo.

In questo periodo, infine, è possibile richiedere un congedo parentale Covid19 di 15 giorni complessivi per assistere i figli minori entro i 12 anni retribuito al 50%.

 

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