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La curva dell’attenzione

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Perchè le nostre sessioni di formazione durano “solo” 20 minuti?

Secondo le neuroscienze, l’attenzione è un insieme di processi neuropsicologici differenziati. Si tratta di un fenomeno complesso da analizzare e da comprendere. Talvolta, è complesso, o meglio difficile, semplicemente rimanere attenti. Perchè?

 

Prima di addentrarci nella spiegazione del fenomeno dell’attenzione, facciamo appello alla nostra esperienza: quando è più difficile rimanere attenti? Quando la nostra attenzione è richiesta per lunghi periodi di tempo (più passa il tempo, meno ci sentiamo ricettivi e più inclini alle facili distrazioni), ma anche nell’immediato – quante volte abbiamo avuto bisogno di quel paio di minuti per “fare mente locale”?

 

Tutto questo ha una spiegazione. L’attenzione non è costante e non può esserlo: la mente umana è incapace di mantenere lo stesso livello di attenzione per lunghi periodi. Si parla infatti di di curva dell’attenzione.

Come si vede dal grafico, la mente ci mette un po’ a raggiungere il picco massimo dell’attenzione: circa 5 minuti. Dopodiché, è in grado di mantenere lo stesso alto livello di attenzione per altri 15 – 20 minuti. Dopo questo intervallo inizia un cosiddetto decadimento: col passare del tempo l’attenzione cala, fino a raggiungere una diminuzione dell’80% delle capacità attentive intorno ai 30 minuti. Al 40° minuto, un relatore può stare certo di aver perso quasi completamente l’attenzione del suo pubblico – allo stesso modo, una sessione di formazione tanto lunga sarebbe del tutto inefficace. Ecco perché le nostre sessioni di formazione one-to-one sono ideate per una durata di 20 – 30 minuti (mai superiori ai 40): per essere sicuri di fornire un servizio efficace, per sfruttare il picco delle tue capacità attentive e consentirti di apprendere nozioni, argomenti e temi in maniera efficiente.

Perché l’attenzione si “comporta” come una curva?

Le capacità attentive si comportano in questo modo perché l’attenzione, come abbiamo accennato, è un fenomeno complesso, costituito da un insieme di processi neuropsicologici tra i quali rientrano i fenomeni di:

  • Arousal: la preparazione fisiologica a ricevere stimoli dall’ambiente esterno;
  • Attenzione sostenuta: la capacità di tenere alto il livello di concentrazione per un lungo periodo;
  • Attenzione selettiva bottom-up: un fenomeno che si verifica quando alcuni input ambientali catturano la nostra attenzione indipendemente dalla nostra volontà;
  • Attenzione selettiva top-down: la capacità di selezionare determinati input per poterli elaborare in maniera più approfondita in un secondo momento;
  • Attenzione distribuita: la capacità di prestare attenzione a più input contemporaneamente.

Tutti questi fenomeni si verificano e lavorano tutti insieme quando, per esempio, siamo concentrati su una lezione. Ecco spiegata la complessità del fenomeno e il motivo per il quale il livello di attenzione subisce un inevitabile decadimento dopo 20 minuti di elevata concentrazione.

 

I processi connessi all’attenzione, inoltre, sono limitati sia a livello qualitativo che quantitativo:

  • a livello qualitativo si verifica un progressivo peggioramento nella qualità delle prestazioni cognitive quando l’attenzione si protrae per un arco di tempo eccessivamente lungo;
  • A livello quantitativo si registrano limiti evidenti sia nel numero degli elementi ai quali siamo in grado di prestare attenzione simultaneamente, sia nella durata del periodo per il quale riusciamo a protrarre l’attenzione.

 

Con queste informazioni alla mano, abbiamo ideato, progettato e ottimizzato sessioni di formazione della durata ideale per sfruttare il livello massimo di concentrazione degli utenti e incentivare il metodo di apprendimento più efficace.

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