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Partita IVA in regime forfettario: come funziona?

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Aprire una Partita IVA in regime forfettario

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L’apertura di una Partita IVA è un processo complicato, che implica una serie di scelte determinanti per il successo della tua attività.

È davvero possibile fare tutto da soli?

Inutile girarci intorno: se sei un lavoratore autonomo o un imprenditore individuale, per svolgere la tua attività economica dovrai aprire una Partita IVA.

Detta così, sembrerebbe un adempimento previsto solo per poche categorie di lavoratori, ma non è affatto così.

Nei lavoratori autonomi, infatti, rientrano gli avvocati, i medici, gli ingegneri, i geometri, i notai e tutti quei professionisti che esercitano la libera professione, senza percepire, quindi, alcun reddito da lavoro dipendente.

Stesso discorso per gli imprenditori individuali, alla cui categoria appartengono tutti gli artigiani, come idraulici, muratori, cuochi e falegnami, i commercianti e gli agenti di commercio.

Ma attenzione, perché in realtà non sempre sarai costretto ad aprire la Partita IVA, ma solo se la tua attività viene considerata abituale.

Se invece ti limiti a qualche lavoretto occasionale, potrai sempre far ricorso alla Ricevuta con Ritenuta d’Acconto.
Sei confuso? Comprensibile, perché il mondo degli adempimenti fiscali è davvero complesso e in continua evoluzione. 

Leggi qui un articolo più completo sulle forme di lavoro autonomo esistenti

Aprire la Partita IVA: tutti gli adempimenti

A voler semplificare, si potrebbe sostenere che per aprire una partita IVA è necessario seguire questi step, da eseguire rigorosamente entro 30 giorni dall’inizio dell’attività:

  • compilare i moduli da consegnare all’Agenzia delle Entrate
  • scegliere il codice di attività più appropriato
  • decidere a quale regime fiscale aderire
  • aprire una posizione INPS
  • aprire una PEC

E tutto ciò, solo per i più fortunati, perché in alcuni casi sarà necessario anche predisporre libri contabili, iscriversi alla Camera di Commercio e all’INAIL e comunicare al Comune l’inizio della propria attività, mediante la SCIA.

Sì, non è un’operazione semplice, anche perché, senza un’adeguata valutazione e, perché no, un consiglio professionale, ti sarà molto difficile decidere se optare per il regime forfettario o per quello ordinario.

A quale regime fiscale aderire?

A parte alcune situazioni particolari, in cui ci saranno precisi vincoli giuridici a decidere al tuo posto, al momento di aprire la Partita IVA dovrai decidere se aderire al regime fiscale forfettario o a quello ordinario.

Come? Affidandoti a una serie di valutazioni economiche, che tengano in debito conto il tipo di attività svolta e il volume di affari.

Attenzione, non è una decisione di poco conto!

Il regime fiscale a cui aderirai, infatti, influirà in maniera incisiva sulle tasse che dovrai pagare, e tu non vuoi pagare più di quanto dovuto, giusto?

Ma non pensare nemmeno per un minuto di poter prendere questa decisione da solo.

I fattori da tenere in considerazione sono tantissimi: carico fiscale e contributivo, volume d’affari, oneri detraibili, costi da scaricare, mutui, assicurazioni, e questi sono solo quelli che incidono in maniera preponderante.

La cosa migliore che puoi fare prima di prendere una decisione del genere è rivolgerti a un commercialista, che possa procedere ad un’attenta valutazione della situazione, per consigliarti il regime fiscale più adatto alla tua attività.

Perché la scelta sbagliata può davvero determinare il tuo successo o il tuo fallimento.

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Partita IVA regime forfettario come funziona

Il tetto massimo dei ricavi conseguiti o dei compensi percepiti [nell’anno precedente] per accedere al regime forfettario è pari a 65.000 €.

L’accesso al regime forfettario è precluso in ogni caso se [nell’anno precedente] si sono percepiti redditi di lavoro dipendente e assimilati eccedenti l’importo di 30.000 Euro; la verifica di tale soglia è irrilevante se il rapporto di lavoro è cessato.

Il forfettario per il suo regime di specialità, determina le imposte in sede di dichiarazione annuale dei redditi a forfait, applicando una percentuale del 15%.

Per i soggetti che iniziano una nuova attività, per i primi 5 anni, si applica un’imposta sostitutiva nella misura del 5%.

Come viene determinata esattamente l’imposta nel regime forfettario?

Una volta determinati i ricavi conseguiti nell’anno, applichiamo ad essi un coefficiente di redditività.
Questi coefficienti sono rappresentati da una percentuale che varia dal 40% fino all’86% e sono distinti in base all’attività svolta.

Per le attività professionali e tecniche, ad esempio, il coefficiente è del 78%.

Ottenuto il valore esatto dell’imponibile al netto dei contributi, possiamo infine applicare l’aliquota pari al 15% per determinare l’imposta dovuta (in caso di inizio attività l’aliquota è del 5%).

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Partita IVA regime forfettario un esempio

Prendiamo come ipotesi quella di un Esperto che offra le sue competenze su /BeyondTheBox.

 3 o 4 call al giorno da 40 minuti  x  20 giorni al mese x un anno

fatturando quindi 50.000 €.

Il coefficiente di redditività da applicare in caso di attività professionali e tecniche è del 78%.

Riguardo la parte dei contributi previdenziali, assumendo che il nostro Esperto sia sprovvisto di una propria cassa di previdenza, verserà i contributi alla gestione separata INPS.

In assenza di altre forme di previdenza, l’aliquota contributiva della gestione separata INPS è del 25,72% da calcolare, almeno per il primo anno, sullo stesso imponibile definito sopra.

I contributi saranno così calcolati:

50.000 * 78% [coefficiente di redditività] *25.72% = 10.030,80 €

Imponibile calcolato al 78%:  39.000 €
Imponibile al netto dei contributi (10.030,80 €): 28.969,20 €.

Su questo imponibile calcoliamo l’imposta: applichiamo nel nostro esempio una percentuale pari al 5% (ipotizziamo che si tratti di nuova attività).

Imposta dovuta: 1.448,46 €.

 

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