4 miti da sfatare se stai per lanciare la tua attività

4 miti da sfatare se stai per lanciare la tua attività

Quando inizi a lavorare al tuo progetto personale non puoi fare a meno di guardarti intorno e prendere spunto dalle imprese che già conosci. Questo è uno dei tanti modi che hai a disposizione per “aiutare l’ispirazione” ma c’è una sola strada per fare impresa nel modo migliore: trovare il tuo.

Prima di parlare di budget, business plan, investimenti e clienti ti consiglio di mettere a fuoco che tipo di azienda vuoi costruire e quali valori vuoi che siano alla base della tua attività.

Per farlo, avrai bisogno di confrontarti, di avere punti di riferimento solidi ma anche di non cadere in alcune “trappole del sentito dire” che si rivelano dei veri e propri falsi miti.

Ecco allora una bella carrellata di miti da sfatare.

1. Il commercialista sarà l’unico professionista di cui avrò bisogno

Questo più che un mito da sfatare è quasi una leggenda metropolitana.

Ti assicuro che il commercialista, per quanto sarà senza dubbio una figura importante per la tua attività, non sarà di certo l’unica!

Avrai bisogno di avere pareri professionali in campi molto diversi da quelli contabili: dai legali agli esperti di comunicazione, dai consulenti del lavoro per quando ti ingrandirai agli esperti di vendita per capire come portare al pubblico i tuoi prodotti, dovrai circondarti da professionisti esperti e competenti.

Ricorda che il commercialista non può sapere tutto!

2. Sto aspettando il momento giusto

Voglio essere onesta con te: il momento giusto non arriverà mai.

Non è facile decidere di lasciare uno stile di vita stabile, magari con delle certezze già acquisite e buttarsi nel progetto imprenditoriale che ti vedrà protagonista assoluta del tuo destino. Non è facile ma è anche un viaggio bellissimo e pieno di soddisfazioni.

Per passare dalla teoria alla pratica ti consiglio di fare un esercizio: crea il business plan della tua vita.

Questo esercizio ti sarà molto utile per iniziare a pianificare e rendere più concreta la tua idea: prima di tutto chiediti quali sono i tuoi obiettivi personali e intorno a quelli costruisci il resto.

Per esempio, uno dei miei obiettivi personali era poter avere tempo per me, poter viaggiare, poter avere un pomeriggio libero. Il tempo.

Il tuo potrebbe essere stare con la tua famiglia, con i tuoi figli, con i genitori. Potrebbe essere realizzare il sogno di aprire una pasticceria, realizzarti, cambiare il mondo, trasferirti in un’altra città, avere indipendenza economica. Ogni obiettivo è un buon obiettivo.

La seconda domanda che ti invito a porti è: cosa sei disposta a sacrificare per dar vita alla tua attività?

Non prendiamoci in giro, i soldi servono. Tutti abbiamo un affitto, un mutuo, una macchina da pagare, spese fisse, una famiglia. Ma tutti possiamo cambiare delle abitudini e capire come trovare un equilibrio.

Puoi rinunciare a una vacanza?

Puoi avere uno stipendio in meno per qualche mese e poter dedicare tutte le tue risorse a far partire il tuo progetto?

Il business plan della tua vita serve proprio a quello. Quanti soldi ti servono per vivere? Io avevo un po’ di TFR, mi sono trasferita in un appartamento più piccolo, ho venduto la macchina, ho rinunciato agli aperitivi e (ahimè) a parecchi viaggi.

Un’altra cosa importante: non avere fretta.

Puoi lavorare al tuo progetto la sera o il weekend prima di mollare tutto. Puoi aspettare che arrivino i primi clienti.

Fare impresa è complesso e a volte ci si aspetta di fare soldi già dopo 2 mesi. A seconda del tuo servizio/prodotto potrebbe volerci di meno ma anche molto di più, gli imprevisti succedono e devi essere preparata.

Quando troverai il giusto equilibrio tra spese, tempo e voglia di arrivare, ecco che ti sarai creata da sola il momento perfetto.

3. Senza conoscenze non si va da nessuna parte

Il mito è da sfatare ma solo in parte.

Le ormai tristemente note “raccomandazioni” per cui qualcuno ti segnala solo in quanto figlio di o amico di non hanno più alcun senso.

Il motivo è presto detto: il mercato del lavoro è ormai troppo competitivo e liquido per poter permettere a qualunque azienda di investire tempo e denaro per una persona che non ha le capacità richieste.

Anche il “figlio di” verrà rimandato a casa e soppiantato da un vero talento nel giro di poco, giusto il tempo di metterlo alla prova.

Invece le conoscenze servono, e anche molto, quando si parla di network.

Un evento, un workshop, un webinar, una fiera di settore o un semplice gruppo Facebook sono tutti strumenti fondamentali per poter entrare in contatto con persone nuove ed interessanti, con cui confrontarsi e costruire rapporti.

Da soli non si va da nessuna parte; creare intorno a sé una rete di persone che ti conoscono e ti apprezzano farà di te un’imprenditrice con una solida base di conoscenze che potranno sempre essere utili sia per crescere che per farsi conoscere.

A proposito di contatti e persone, ti consiglio di seguire la “regola del 33%”.

Si tratta di un T.E.D. (Technology Entertainment Design) dell’imprenditore americano Tai Lopez che è diventato celebre per la sua semplicità ed efficacia nel dare una regola semplice ed operativa per sviluppare relazioni e confronto stimolante.

La regola recita: “trascorri il 33% del tuo tempo con persone più brave di te, che potranno ispirarti e far crescere la tua consapevolezza. L’altro 33% passalo con persone al tuo livello, con le quali confrontarti ed affrontare le sfide quotidiane. L’ultimo 33% del tuo tempo trascorrilo con coloro che ancora non sono arrivati dove sei tu, offri loro la possibilità di imparare da te e di diventare il loro mentore”.

4. Servono troppi soldi per aprire un’attività

Questo forse è il falso mito più comune e più arduo da sfatare.

Non temere: i soldi sono una commodity e si trovano. La cosa più importante che ti consiglio di fare è capire perché ti servono questi soldi. Una volta chiarite e messe a fuoco le concrete esigenze economiche della tua idea imprenditoriale, sappi che si può partire subito con un approccio lean.

Questo termine identifica una filosofia di pensiero e produzione che ha avuto origine nell’ automotive ma che oggi rappresenta una nuova modalità di intendere l’attività manageriale e l’azienda.

L’approccio lean thinking (o pensiero snello), è uno stile che mira all’abbattimento degli sprechi per creare processi standardizzati e a basso costo.

Andiamo nel concreto: invece di investire migliaia di euro nella produzione del tuo prodotto cercando poi di venderlo, potresti ad esempio iniziare a farti conoscere e valorizzare la tua idea attraverso una community, un insieme di persone che riescano a trovare nei tuoi spazi social (e non) un luogo ritenuto affidabile e stimolante per confrontarsi ed approfondire alcune tematiche.
Una volta raggiunto questo primo obiettivo, ecco che potrai raggiungere anche un ritorno economico monetizzando la tua community grazie a vendita di corsi o prodotti che, le persone che ti seguono, saranno disposte ad acquistare con piacere.

Non solo: i soldi si trovano anche attraverso bandi, finanziamenti a fondo perduto, puoi autofinanziarti con un po’ di creatività, banche, senza dimenticare le “tre F”: family fools and friends.

La regola delle tre F sta ad indicare le principali fonti da cui di solito si riesce ad ottenere il capitale iniziale per l’avvio e lo sviluppo di un’attività: oltre a parenti (family) ed amici (friends), si parla anche dei “folli” (fools), identificati come investitori particolarmente arditi ed amanti del rischio, che potrebbero scegliere di credere proprio nella tua idea di business e finanziarla.

A proposito di modi creativi per finanziare la tua impresa, sapevi che Airbnb si è finanziata vendendo cereali?

Comprano una montagna di cereali (scelta connessa con il business aziendale che prevede la colazione offerta) e li inseriscono in confezioni da loro progettate e personalizzate con le caricature di Obama e dell’avversario McCain. I cereali Obama’s O’s” e Cap’n McCain” vengono spediti fisicamente alla stampa, con il risultato sperato, il nome di Air Bed & Breakfast si diffonde.

I cereali, acquistabili anche online sul sito a 40 $ a scatola, vanno a ruba e vengono raccolti più di 30.000$, portando una boccata d’aria nelle casse della startup.

Realizzare il proprio progetto di impresa non è mai una cosa semplice, mano a mano che si va avanti le difficoltà e i problemi aumentano, questo però non deve essere mai un pretesto per mollare, ma anzi, un vero imprenditore sa sempre trovare soluzioni.


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