Ripresa turismo dopo covid

Come cambierà il turismo dopo il Covid e come rilanciarlo?

I tempi dell’Italia Bel Paese, in cui il turismo viveva di rendita, pur senza grandi sforzi da parte degli attori protagonisti, sembrano ormai finiti.

Oltre a globalizzazione, cambiamenti demografici ed avvento di Internet, che avevano già smosso gli equilibri esistenti rendendo evidente l’esigenza di un cambiamento nel management del turismo, ora la vera chiave di volta prende il nome di pandemia globale e richiede, in tempi brevi e con soluzioni smart, un’evoluzione e un adattamento delle competenze manageriali nel mondo del turismo. Com’era prima e come cambierà il turismo dopo il Covid?

Prima del Covid

Dalle agenzie di viaggio alle piattaforme che integrano prenotazioni di aereo, albergo e servizi accessori: è innegabile che Internet avesse già avuto un notevole impatto sul tradizionale modo di prenotare le vacanze da parte dei turisti.
Ora con un solo click è possibile confrontare i prezzi di decine di compagnie aeree, strutture alberghiere, servizi di car rental, e scegliere il più adatto per le proprie esigenze (e tasche!).

turismo dopo covid

Internet ha avuto un ruolo importante anche nello sviluppo di nuove forme di turismo, basti pensare all’esplosione del fenomeno degli affitti brevi.

Realtà come Airbnb hanno trasformato semplici proprietari di immobili in piccoli imprenditori che affittano stanze ed appartamenti ai turisti offrendo soluzioni a breve-medio termine a prezzi veramente competitivi se paragonati a quelli delle più tradizionali strutture.

Risulta evidente quindi che, in un mondo in cui ogni informazione è reperibile nell’esatto istante in cui la si cerca, è ancora più fondamentale distinguersi e avere un vantaggio competitivo sulla concorrenza attuando, ad esempio, strategie vincenti di digital marketing, promozioni, e programmi di fidelizzazione dei clienti.

Dati del Turismo prima del Covid

dati istat covid 19

La pandemia di Covid-19 è stato un vero evento shock per gli effetti che ha avuto sul mondo del turismo.

I dati di Confcommercio e Confturismo per maggio, e quelli attesi per giugno stimano che il 57% delle persone non avrà interesse a viaggiare, il 32% farà vacanze brevissime e week end allungati, il 21% attenderà la fine dell’emergenza per valutare una vacanza e il 15% non ha le disponibilità economiche per farlo.

Secondo i dati Istat più aggiornati il turismo in Italia è un settore che vale 25,6 miliardi di euro di fatturato, il 6% del valore aggiunto totale: la coincidenza della pandemia con la fase di rilancio stagionale di questo settore – il trimestre marzo-maggio – ha fatto sì, ad esempio, che gli affitti a breve termine siano calati del 90% in Toscana, Veneto e provincia di Bolzano nel periodo che va dal 19 Aprile al 2 Maggio e che ci sia stato un calo generale che in media si aggira intorno al 60% in tutta la penisola.

Fonte: https://www.istat.it/it/archivio/242017

citta italiane turismo covid

L’avvento della pandemia globale ha avuto due effetti devastanti dal punto di vista economico-sociale : innanzitutto ha portato all’associazione dell’idea del “viaggio” con quella del “contagio”. Un tipo di associazione che purtroppo rimarrà a lungo, anche quando si potrà di nuovo viaggiare: nelle nuove linee guida suggerite dagli esperti si evidenzia come la comunicazione sulla sicurezza relativa al covid sia fondamentale per qualunque tipo di esercizio turistico.

Proprio in questi giorni infatti stiamo vivendo una fase nella quale, essendo ripresa la mobilità nazionale ed internazionale anche se in modo parziale, i contagi sono aumentati nuovamente disincentivando quindi ulteriori spostamenti.

Dall’altra parte, la paura generata dal virus ha portato ad una modifica dei comportamenti abituali dei turisti e, conseguentemente, dei loro parametri di scelta in tema di strutture, tipologie di viaggio e mezzi di trasporto.

Nuove norme per il turismo per convivere con il Covid 

Per non soccombere il turismo deve pensare a come riprendersi e adattarsi a questi nuovi parametri e per farlo occorre che manager ed imprenditori imparino a gestire nuove sfide:

La sicurezza

La soddisfazione del cliente non è più il solo obiettivo primario: i lavoratori del settore del turismo devono in primo luogo saper garantire la sicurezza di ciascun cliente. Occorre preparazione e creatività per assicurare igiene e distanziamento sociale pur mantenendo la qualità del servizio alla quale il cliente non è mai disposto a rinunciare.

Ricordandosi anche che dal momento che la sicurezza diventa così importante può diventare un contenuto importante nella comunicazione al cliente anche in fase di promozione.

Spazi ristretti e distanziamento sociale

La nuova sfida dei lavoratori del turismo è quella di gestire gli spazi. Anche in questo caso occorre restare informati e al passo con i nuovi regolamenti e usare la creatività per trovare nuove soluzioni che consentano di ottimizzare al massimo ogni spazio limitando così l’incidenza sui ricavi.

Gestione rapporti con i clienti

La gestione del rapporto con gli ospiti va ripensata, considerando due nuove variabili ora fondamentali: eliminare ogni forma di contatto sociale troppo ravvicinato e limitare l’interazione con gli ospiti a causa dell’utilizzo delle mascherine che spesso nascondono i migliori sorrisi. E’ necessario ampliare il concetto di intrattenimento, dove la struttura offre servizi aggiuntivi, promozioni ed incentivi: un esempio potrebbe essere quello di convertire alcuni spazi in luoghi di coworking, permettendo così ai lavoratori “smart” di connettersi agevolmente usufruendo di una struttura attrezzata per lavorare senza dover rinunciare alle proprie vacanze!

Revenue management

Riduzione dei costi, ottimizzazione dell’occupazione giornaliera e massimizzazione del fatturato: sono questi gli obiettivi primari di una strategia di revenue management. Per realizzarli si passa da un processo che comprende la fidelizzazione del cliente, la formazione del personale di frontoffice, una strategia di digital marketing mirata per attrarre un pubblico a target, l’utilizzo dei social media… ciascuna di queste attività richiede competenze specifiche e non improvvisabili che, se utilizzate nel modo corretto, hanno le potenzialità per offrire un grande vantaggio competitivo sul mercato.

Nuove frontiere del turismo 

 “Nulla si crea né si distrugge ma tutto si trasforma”

(A-L de Lavoisier)

Parallelamente alla battuta d’arresto del turismo inteso in senso classico stiamo infatti assistendo allo sviluppo di nuove tipologie di turismo che arricchiranno sicuramente l’offerta attualmente esistente e che richiederanno competenze specifiche da parte degli imprenditori per poter attrarre nuovi turisti.

Turismo esperienziale

Non è importante il dove ma il cosa e il come. Al centro non c’è più l’idea del consumo di un prodotto – sia esso un luogo esclusivo, di tendenza, o un pasto, una gita, che si possa mostrare ai propri ospiti a cena al rientro dalle vacanze con qualche foto di meravigliosi paesaggi. Il focus è un’esperienza che arricchisca il vissuto personale attraverso esperienze che permettano al viaggiatore di connettersi a livello culturale, sociale, intellettuale ed emotivo con il luogo visitato, regalandogli la possibilità di sentirsi parte della comunità

Ne è un esempio il turismo enogastronomico.

turismo esperienziale

Turismo di prossimità

Che sia per paura del virus, per aiutare l’economia locale, per ristrettezze economiche…la soluzione è fare i turisti in casa propria!

L’eccezionale assenza di turisti stranieri si può trasformare inaspettatamente in un’occasione per riscoprire le bellezze della nostra nazione, regione o addirittura provincia.

Non abbiamo alcuna certezza di come evolverà la situazione ma di una cosa siamo certi: di fronte ad un cambiamento così radicale delle modalità di fruizione dei servizi da parte dei viaggiatori, gli imprenditori che operano nel mondo del turismo devono necessariamente rivedere i propri modelli di business ed adattarli alle nuove esigenze del pubblico in modo da sviluppare prodotti e servizi che stimolino i turisti, siano nazionali o internazionali, a continuare a scegliere la propria struttura. Ricordandoci anche che come in tutti i momenti di crisi, la situazione difficile può essere utilizzata per capire come aggiornarsi, rinnovarsi, creare soluzioni che possono aiutarci a migliorarci, a scoprire delle opportunità che prima non riuscivamo a vedere. 

E se adesso l’incertezza e le difficoltà sono enormi, sappiamo che viaggiare è sempre stato un sogno e continuerà ad esserlo per tutti, per recuperare quel senso di libertà e di benessere che si trova solo viaggiando e scoprendo luoghi, culture, persone per ritrovarsi.


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