Consulenza aziendale e piccole imprese finalmente si incontrano

consulenza aziendale

La consulenza aziendale in Italia: un panorama frammentato 

Quando cerchi un consulente per la tua attività, ecco che ti si apre un mondo che definire variegato è quasi un eufemismo. 

La tua impressione è corretta: la frammentazione del panorama della consulenza aziendale è stato ben fotografato dall’Osservatorio Assoconsult 2020

Le pagine di questo report ci rimandano ad un quadro complesso: il Management Consulting del nostro Paese è composto da circa 24.000 imprese; il settore è costituito da una miriade di micro aziende (quasi 21.000 le micro società con meno di 3 addetti) e poche, grandi realtà che realizzano quasi il 56% dell’intero fatturato del settore. 

Cercare il consulente aziendale adatto alle esigenze della tua attività, soprattutto se di piccole o medie dimensioni, non è sempre semplice: potresti ritrovarti spiazzato tra costi insostenibili e progetti un po’ troppo lontani dalle tue esigenze concrete.
Anche sfogliando il report di Assoconsult emerge con chiarezza un legame tra dimensione delle imprese clienti e delle società di consulenza

Nel 2019 infatti, le aziende private hanno acquistato servizi di consulenza per oltre 3,5 miliardi di euro, il 73% dei quali derivano da imprese clienti di grandi e grandissime dimensioni (con fatturato superiori a 50 milioni). 

Alle micro, piccole e medie imprese, insomma, sembra negato l’accesso a servizi di consulenza. E questo, anche quando paradossalmente ne avrebbero più bisogno: in momenti di crisi economica e difficoltà nel garantire la sopravvivenza stessa dell’impresa. 

La pandemia ha reso necessario un repentino cambiamento delle condizioni lavorative per molte aziende e, pertanto, della tipologia di servizi di consulenza richiesti.  

Fino al 2019, tutti i settori della consulenza aziendale in Italia hanno registrato una crescita costante in termini di valore assoluto, anche se i più richiesti erano i progetti di consulenza legati ad IT e Strategia, seguiti dall’ambito Operations, Finance e Risk & Compliance.
Ridurre i costi non relativi al personale, assumere risorse interne a condizioni agevolate, non rivolgersi più ai subcontractor ed ottimizzare la gestione delle risorse umane, oltre alla gestione dei sostegni offerti dal Governo, sono stati invece i servizi più richiesti alle società di consulenza aziendale in Italia dall’avvio della pandemia. 

Consulenza strategica: perché funziona per le imprese di grandi dimensioni 

Che si tratti di grandi e blasonate società o di piccole realtà, in Italia la consulenza aziendale segue un percorso preciso e quasi sempre uguale a sé stesso. 

Come forse ti sarà capitato, ogni volta che ti rivolgi ad un consulente  tradizionale, il procedimento è sempre lo stesso: a fronte di un determinato numero di ore di lavoro, verranno prodotti dei deliverable che potranno essere procedure, analisi di mercato, magari un processo aziendale ridisegnato o una nuova strategia da sperimentare per raggiungere i tuoi obiettivi. 

È il classico approccio della consulenza tradizionale, da oltre 50 anni: si parte sempre dall’analisi della situazione attuale (as is) dopodiché il consulente fa un’analisi delle criticità riscontrate e ti prospetta il nuovo contesto da realizzare (to be).  

Tra i due poli del percorso, verrà tracciato l’insieme delle attività da svolgere per raggiungere l’obiettivo, per arrivare a concretizzare il to be. 

La consulenza tradizionale insomma cerca di ascoltare le tue esigenze e di darti una “ricetta” da seguire per migliorare, traducendo i tuoi desideri in un percorso, tipicamente molto strategico e poco operativo

Una volta ricevuta la strategia ed i deliverable però, finito quindi il lavoro del consulente, il cliente si troverà a dover gestire il progetto in autonomia.  

Questo approccio ben si adatta al contesto di una grande società: non solo qui il management può “farsi scudo” della strategia suggerita dal consulente a supporto delle proprie decisioni di fronte alla proprietà, ma si dispone anche di risorse interne sufficienti per poter concretizzare il progetto consulenziale.

Anche Mario Draghi ha scelto questa via: per valutare i progetti del Recovery Plan, il Ministero dell’Economia ha ingaggiato il gigante McKinsey al fine di stabilire come allocare gli oltre 200 miliardi del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr). 

Consulenza strategica: perché non funziona per le imprese di piccole dimensioni 

Se invece non sei Mario Draghi né sei a capo di un’azienda con management e risorse interne illimitate, ecco che la consulenza strategica fa emergere i suoi limiti:  

  • dopo la consegna dei deliverable, vieni sostanzialmente lasciato solo nella realizzazione concreta del progetto 
  • la tua idea di attività risiede tutta nella tua testa e nel tuo cuore. Non ti serve giustificare la strategia che hai disegnato intorno alle esigenze innovative ed anticonvenzionali della tua azienda, ti serve un supporto operativo per metterla in atto con successo. 
  • Spesso le piccole realtà sono innovative: processi, prodotti, servizi, comunicazione e mercati di riferimento esulano da ciò che le società di consulenza conoscono ed hanno incasellato nel loro processo strategico.  

La distanza tra le esigenze delle piccole attività e le soluzioni proposte dalla consulenza strategica emerge osservando i dati: secondo l’Osservatorio Assoconsult, soltanto il 27% del fatturato consulenziale è realizzato verso imprese di dimensioni medio-piccole

Anche se emerge con chiarezza la necessità di un cambio di passo da parte della consulenza aziendale per poter soddisfare le richieste delle realtà più piccole ed innovative, l’approccio tradizionale e la consulenza strategica rimangono ancora le proposte più frequenti. 

Il motivo è semplice: il processo tradizionale è standard, quindi replicabile per più clienti.  

deliverable rilasciati dalla consulenza strategica sono frutto di un processo sempre uguale a sé stesso, quindi la grande società di consulenza potrà lavorare a progetto ed inserire risorse junior che dovranno solo seguire la metodologia interna alla società per produrre buoni risultati senza costare troppo. 

Le alternative: dalla consulenza operativa allo Smart Consulting

È davvero possibile andare oltre alla consulenza strategica?
Quando hai bisogno di trovare una soluzione rapida ad un problema specifico, non ti serve qualcuno che stravolga la tua idea imprenditoriale nel nome di una strategia standard. 

Hai necessità di confrontarti con un esperto che possa prima di tutto darti gli strumenti per risolvere in modo efficace il problema e poi, senza nessun tipo di giudizio, magari darti qualche nuovo spunto di riflessione e miglioramento su alcuni aspetti della tua attività. 

L’alternativa più immediata alla consulenza strategica è la consulenza operativa: si tratta di un vero e proprio affiancamento del consulente alle risorse interne all’azienda

In questo contesto, si abbandona il concetto di deliverable: il cliente definisce il  to be e il progetto realizzato da risorse interne e consulente in affiancamento, a quattro mani

Ecco allora che si prospettano scenari in cui lo scopo del supporto consulenziale è di aiutare a fare qualcosa, senza più dover andare a rivedere processi e strategie: l’outsourcing o il temporary o il fractional management entrano in gioco quando si decide di delegare del tutto o in parte un settore dell’attività a qualcuno che sia esterno al gruppo. 

Ma tra la consulenza strategica e quella più puramente operativa esiste una terza via: la consulenza smart

Conclusioni

Per realizzarla, serve orientarsi su un estremo frazionamento delle esigenze: più è specifico il problema da gestire, meglio potrai essere supportato nella risoluzione grazie ad un esperto competente. 

Grazie ad un nuovo modo di far accedere le imprese alle competenze: una consulenza adatta alle esigenze delle micro, piccole e medie imprese è quella che si svolge grazie ad un dialogo aperto e senza pregiudizi fra l’esperto e la risorsa operativa interna all’impresa

E’ quella consulenza che – in brevi e frequenti sessioni – potrà risolvere un problema concreto oppure offrire una nuova visione o prospettiva di crescita, senza alcun processo standard da seguire o necessità di dover vendere il proprio servizio. 

Ho vissuto i primi 10 anni della mia vita professionale all’interno delle piccole e medie imprese italiane: credo davvero che le idee imprenditoriali siano un tesoro prezioso e che le piccole imprese italiane meritino finalmente di poter accedere a quei servizi consulenziali che fino ad oggi sono rimasti appannaggio della grande impresa.  

Armonizzare le esigenze di consulenza, portando in azienda le competenze di un esperto, e quelle più concrete ed operative è ora, di fatto, possibile. 


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