Dire di no

Sono una donna imprenditrice e se c’è una cosa che ho imparato a mie spese è che la risorsa più preziosa e più difficile da tutelare è il tempo

Basta aprire il PC o accendere lo smartphone (lo ammetto, c’è stato un tempo in cui non lo spegnevo mai) per essere letteralmente inondata da una marea infinita di richieste

Richieste dei clienti da evadere, inviti ad eventi “imperdibili” da gestire, problemi esposti dai collaboratori, fornitori che chiedono un appuntamento per approfondire alcuni termini di un accordo. E ancora: quel corso di formazione che tanto avrei voluto fare, un amico che mi chiede di tenergli il cane mentre è fuori città, quell’investitore che vorrebbe tanto che facessi una call con lui proprio stasera alle 21:30, il corso di pilates che ho accettato di fare con la mia migliore amica e magari anche quella ricetta che avevo promesso di cucinare oggi.

Mi è mancato il respiro! 

Un giorno, al limite dell’esaurimento nervoso, ho fatto l’esercizio di scrivere su un quaderno tutti gli impegni e le proposte ricevute in 24 ore e di mettere accanto un livello di priorità da 1 a 5, considerando non solo l’importanza dell’attività ma anche quanto mi rendeva felice farla. 

Quando ho visto la lista su quel quaderno ho avuto una sorta di illuminazione: per migliorare la qualità delle mie giornate avrei dovuto imparare a dire di no. Si perché molto spesso diciamo di “si” per far felici gli altri. Ma è davvero necessario sacrificarci ad un aperitivo con persone che non ci piacciono? 

La sindrome di Wonder Woman e il potere del no 

Il mio cambiamento è iniziato con una nuova consapevolezza: ho sempre avuto paura di dire di no perché pensavo che mi sarei persa grandi opportunità o perché avevo paura di deludere gli altri. 

Approfondendo il tema, ho scoperto di essere in buona compagnia; in psicologia si definisce sindrome di wonder woman ed è esattamente l’atteggiamento di chi dice di si a qualunque cosa, ritrovandosi così con una mole incredibile di impegni e conseguente stress. 

Il nome di questa sindrome la dice lunga su chi ne soffre: secondo la psicologa Mary McKinney sono proprio le donne a non saper dire di no a causa delle pressioni della società che le vuole sempre simpatiche. Mentre un uomo è visto come simpatico se è assertivo, a una donna viene richiesto di essere compiacente. 

Riceviamo messaggi, più o meno espliciti, che ci spingono continuamente a dover essere donne volitive, in carriera, in forma, ma anche ottime cuoche, casalinghe perfette e sempre pronte ad assecondare le richieste di chi ci sta intorno

Ecco, quando ho iniziato a mettere al centro me stessa, ho scoperto che i primi “no” da dire li avrei dovuti dire proprio a me stessa: pormi dei limiti ed impormi di dire di no a qualsiasi richiesta implicasse di doverli superare è stata la mia rivoluzione

Inizia dalle piccole cose 

A volte basta farsi delle semplici domande: 

  1. Ho davvero voglia di farlo? 
  1. Mi farà stare bene? 
  1. Mi sentirò stanca dopo averlo fatto? 
  1. Lo faccio per me o per far contento qualcun’altro? 
  1. Quali sono i costi/benefici del dire si? 

Anche partire con il dire dei piccoli no porta benefici: come alla telefonata del call center o alla commessa in un negozio. 

Il potere del no è forte: unito all’autostima e al rispetto di sé, mi ha portato non solo a dedicare il mio tempo a ciò che davvero conta ma mi ha resa una professionista migliore

Sono diventata più focalizzata e ho eliminato piccole fonti di stress quotidiano. Ho anche avuto modo di scoprire che un rifiuto detto con gentilezza non innesca alcuna offesa o conflitto e che a volte quel “no” è semplicemente “non ora”. 

Vedrai che dire di no aprirà le porte a tanti altri bellissimi “si”. 


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