Donne e paura fallimento

Noi donne temiamo di più il fallimento rispetto agli uomini, ma abbiamo una maggiore capacità di leadership, determinazione, voglia di dimostrare il nostro valore e una capacità di rialzarci che, sebbene possiamo fallire “in modo epico”, può portarci ad un successo smisurato.

Perché il fallimento ti fa così paura?

“E se non ce la faccio?”

Quante volte ti sei posta questa domanda di fronte ad un progetto, un’idea imprenditoriale ma anche davanti ad una semplice scelta quotidiana?

La paura del fallimento può ostacolarti, indurti a rimandare o addirittura paralizzarti.

Secondo la Harvard Business Review noi donne non ci sentiamo sicure di candidarci per una posizione lavorativa se non soddisfiamo il 100% delle qualifiche richieste, mentre per l’uomo questa percentuale scende al 60%.

Questo, tradotto, significa che, mediamente, siamo meno disposte ad accettare un fallimento nel mondo lavorativo rispetto agli uomini.

Quindi: tutti hanno paura di fallire, ma forse, questa paura colpisce di più noi donne. Perché?

La cultura che permea gran parte del mondo del lavoro, sicuramente in questo non ci viene in aiuto.

Il mondo pensa ancora che la leadership non sia cosa da donne

Secondo il sito della Camera dei Deputati italiana che cita la strategia per la parità di genere 2020-2025 della Commissione europea, ancora, in Europa, nessuno Stato ha realizzato la parità di genere, e vi è un grande divario tra uomini e donne sia al livello di retribuzione, ma anche di assistenza e addirittura a livello pensionistico, per non parlare di quello che esiste nelle posizioni dirigenziali e nella partecipazione alla vita politica e istituzionale.

Come rivela poi una recente ricerca realizzata dal CENSIS noi donne incontriamo più ostacoli nell’affacciarci sul mercato del lavoro, nel trovare un’occupazione stabile e abbiamo anche tassi di disoccupazione superiori a quelli degli uomini. Insomma, da quello che ci dicono i dati, il mercato del lavoro non è proprio un ambiente accogliente per le donne.

Ma non finisce qui.

Ogni anno, a seguito del Reykjavik Global Forum che conta 450 leader da tutto il globo, viene prodotto un report sullo stato della leadership nel mondo nei diversi campi rappresentati durante questa conferenza.

Dal report del 2019 risulta chiaro che noi donne siamo ancora percepite come meno adatte ad un ruolo di leadership rispetto agli uomini.

E pensare che invece da diverse ricerche emerge chiaramente che siamo mediamente più adatte rispetto agli uomini ad essere leader in qualsiasi campo.

Secondo Jack Zenger e Joseph Folkman, rispettivamente CEO e presidente di una società statunitense che si occupa di consulenza per lo sviluppo della leadership (che hanno aggiornato i dati di una ricerca della Harvard Business Review iniziata nel 2012) superiamo gli uomini in 17 delle 19 competenze che qualificano un leader eccellente.

E in effetti vai a dire che non hanno qualità di leadership ad esempio ad Angela Merkel, Cancelliera federale della Germania per più di quindici anni, o a Ursula Von der Leyen, attuale presidente della Commissione europea, o ancora, per andare un po’ più indietro nel tempo, a Margaret Tatcher, primo ministro del Regno Unito dal 4 maggio 1979 al 28 novembre 1990.

Abbiamo tutte le carte in regola, ma la paura di giocarle prende troppo spesso il sopravvento proprio perché pensiamo di avere ancora così tanto da dimostrare che ogni minimo errore ci sembra imperdonabile.

Fallisci in modo epico, ma rialzati più forte di prima

Il fallimento è un fatto. È inevitabile e sarebbe innaturale non fallire mai.

Tuttavia, sarebbe altrettanto facile per te rimuginare sugli errori e le scelte che ti hanno portato al fallimento, autopunirti, abbandonarti al senso di colpa e dirti che, in fondo, eri sicura che prima o poi avresti fallito.

Non solo sarebbe facile ma è probabile che questo ti sia già successo una volta nella vita e, ahimè, è altrettanto probabile che ti succeda nuovamente in futuro.

Se dovesse accadere, ricordati che il mondo è pieno di esempi di donne che hanno saputo reagire al fallimento in maniera forte e determinata e che, anzi, proprio grazie al fallimento, hanno potuto intraprendere la strada che le ha portate verso il più grande dei successi.

Come J.K.Rowling ad esempio, l’autrice della saga di Harry Potter, una delle donne più ricche d’Inghilterra e nella classifica Forbes dei cinque scrittori più pagati al mondo nel 2019.

Di lei ricordo un discorso tenuto di fronte alla platea dei neo-laureati ad Harvard del 2008, dopo aver delineato i contorni del suo fallimento “epico” (riferendosi ai primi sette anni dopo la laurea durante i quali è fallito il suo matrimonio e ha perso il lavoro, scivolando nella povertà più estrema) durante il quale affermava: “fallire ha voluto dire spogliarsi dell’inessenziale. Ho smesso di fingere di essere qualcos’altro se non me stessa e ho iniziato a indirizzare tutte le mie energie verso la conclusione dell’unico lavoro che per me aveva importanza.

Circondarsi di altre donne che ti ispirano è un’ottima tecnica per prendere coraggio ogni volta che arriva un fallimento. Che siano personaggi famosi o la tua vicina di casa, avere intorno a te storie di donne forti ti aiuterà a sentirti meno sola.

Io credo che ogni donna possieda la forza di una Rowling e mi piace pensare che chiunque, “spogliandosi dell’inessenziale” possa scoprire effettivamente chi è e quindi trovare la forza di rendere realtà ogni obiettivo, persino quelli che sembrano più lontani.

La paura del fallimento può essere il motore del tuo successo

Se vuoi fare impresa o sei già alla guida di una realtà imprenditoriale, cosa può succedere se in te subentra la paura del fallimento?

Hans Morschitzky, psicologo e psicoterapeuta austriaco, autore di numerose pubblicazioni in campo psicologico, ha scritto un volume dal titolo “Vincere la paura del fallimento”.

Nel primo capitolo di questo volume l’autore afferma che, quando la paura non arriva a paralizzarti, ma rimane entro il livello di guardia, questa emozione ti stimola verso la perfezione e ti porta quindi spesso al successo.

Se, viceversa, questa ha il sopravvento, genera proprio l’oggetto della paura stessa: il fallimento.

Se quindi vuoi impegnarti nella costituzione di una nuova impresa, o sei già alla guida della tua personale azienda, per seguire i consigli del programma in venti passi di Hans Morschitzky, trasforma la paura nel motore del tuo stesso successo.

Si, ma come?

È sempre Morschitzky a rispondere a questa domanda: sviluppando una maggiore consapevolezza delle proprie capacità e punti di forza, ma anche analizzando difetti e debolezze che ci appartengono.

Una volta fatto ciò non bisogna negare la paura, ma affrontarla e accettarla, senza dimenticare che a volte è proprio lei che ti permette di raggiungere risultati eccezionali.

La paura del fallimento è una cosa seria e realmente esistente: io lo so perché ci sono passata diverse volte in passato e, statisticamente so che si ripresenta a cicli più o meno regolari.

Ma noi donne siamo forti, determinate e in grado di raggiungere ogni obiettivo.

A volte falliamo, come tutti, qualcuna di più e qualcun’altra di meno, ma la paura di fallire va accettata, affrontata e usata come stimolo: può essere la benzina che alimenta il motore più potente, quello del successo.


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