Portare in azienda evoluzione e non rivoluzione – Intervista a Benedetta Laganà, Employer Branding & Engagement Specialist in Rovagnati

Benedetta - intervista - evoluzione

A.M. Dicci qualcosa di te: chi sei e cosa fai nella vita?

B.L. Mi chiamo Benedetta Laganà e da quasi un anno lavoro in Rovagnati. Il mio ruolo all’interno dell’azienda è nato con me, mi occupo infatti di Employer Branding  & Engagement; tutto ciò che è quella parte soft delle risorse umane: selezione, sviluppo e formazione delle persone.

A.M. Qual è la tua sfida?

B.L. Non posso dire che ce ne sia una soltanto: sicuramente la più grande sfida per me in questo momento è rappresentata dall’obiettivo di portare un’evoluzione culturale del contesto imprenditoriale nel quale sono calata.

Mi piace parlare di evoluzione culturale e non di cambiamento perché non sarebbe giusto stravolgere o non valorizzare una storia imprenditoriale importante; evolvere significa proprio partire dalle radici e continuare a crescere.

 A.M. Percepisci, da parte del tuo team, positività e voglia di evolvere?

B.L. In generale si, molti hanno accolto positivamente ciò che sto portando avanti in azienda; credo sia anche normale trovare delle resistenze che non considero siano necessariamente un ostacolo, perché in fondo si tratta di una sfida per tutti che bisogna necessariamente intraprendere.

Saper coinvolgere e contaminare le persone verso l’evoluzione è una buona base di partenza.

A.M. Quali pensi possano essere le competenze del futuro?

B.L. Credo che, oggi più che mai, sia fondamentale la capacità di adattamento.

Si tratta di una soft skill che il Covid ha reso ancora più importante; adattarsi alle situazioni di cambiamento improvvise, saper prendere decisioni in velocità e con lucidità anche in situazioni di stress è molto importante.

Le hard skills possono sempre essere affinate e formate ma sulle soft skills il lavoro di limatura deve partire dall’individuo. Adattarsi al cambiamento e all’introduzione di nuove practices, accogliere le novità e spronare la curiosità possono essere davvero la giusta strategia per trasformare il cambiamento in opportunità.

A.M. Cosa significa per te pensare beyond the box?

B.L. Ultimamente ho letto il libro molto interessante “Corporate Rebels”: prendendo spunto da questo volume, secondo me pensare “fuori dalla scatola” significa essere anche un po’ “ribelli”.

Secondo me la chiave per portare il vero cambiamento è la “ribellione costruttiva”, intesa come trovare un modo nuovo e diverso di cambiare l’approccio al lavoro…insomma avere il coraggio di essere un vero innovatore!

Molto spesso il cambiamento fa paura e dà l’impressione di doversi privare di qualcosa: per cambiare devo abbandonare una parte di me. In realtà il vero cambiamento non toglie: aggiunge.
Il cambiamento che sta cercando di portare Benedetta parte dalla storia e dalle radici per evolvere in una cultura aziendale più innovativa.
Competenze, formazione e capacità di adattarsi sono i pilastri per affrontare le sfide del futuro.


Non solo le grandi aziende: anche e soprattutto le PMI possono trarre grandi vantaggi dall’innovazione e dal cambiamento.

Grazie alla loro capacità di evolvere più velocemente, le PMI possono facilmente adattarsi alle sfide del futuro, portando con costanza innovazione e cambiamento a livello di processi e competenze, pur mantenendo integri i valori e la storia del marchio.
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