Come la finanza d’impresa può aiutare le imprese italiane in difficoltà

finanza aziendale

La finanza aziendale si può definire come un percorso: il punto di partenza è rappresentato dalla definizione dei mezzi finanziari che si rendono necessari per poter proseguire e raggiungere gli obiettivi d’impresa.  

Il traguardo? Contrattare con terze parti essendo profondamente consapevoli di chi si è, grazie ad una costante pianificazione degli strumenti finanziari

Per capire meglio cos’ è la finanza aziendale, si deve pensare alla miglior combinazione possibile tra capitale di rischio e debito da rimborsare per la copertura delle necessità di breve e medio periodo.  
Una corretta pianificazione finanziaria aziendale consente di prevedere e prevenire scenari potenzialmente molto pericolosi per la sopravvivenza dell’attività. 

Avere sotto controllo i flussi di cassa, gestire al meglio la liquidità aziendale, prevedere le variazioni dell’andamento dei tassi di interesse ma anche le oscillazioni dei prezzi delle materie prime, strutturare un processo standard per avere sotto controllo la gestione dell’anticipo fatture e sapere qual è il momento migliore per chiedere un finanziamento bancario sono tutte operazioni di finanza d’impresa che, una volta pianificate con i giusti strumenti, porteranno ad una gestione finanziaria virtuosa che ben presto si tradurrà in un’aumentata stabilità aziendale. 

Le imprese italiane nel mercato in espansione prima della pandemia: la finanza aziendale a supporto della crescita nelle grandi aziende 

Prima dell’avvento del Covid-19, il tema della Finanza d’Impresa era prevalentemente trattato nelle Aziende di medie e grandi dimensioni. 

Il Censimento Imprese 2019 Istat fotografa come nel nostro paese:  

  • i due terzi delle imprese (821 mila) siano microimprese (con 3-9 addetti in organico),  
  • 187 mila di piccole dimensioni (10-49 addetti),  
  • le medie (con 50-249 addetti) e le grandi imprese (con 250 addetti e oltre) rappresentano il 2,3% delle imprese osservate (24 mila unità), di cui 3 mila grandi.

Tra i principali obiettivi strategici indicati dalle imprese nel 2019:  

  • la difesa della propria posizione competitiva,  
  • l’ampliamento della gamma di prodotti venduti, 
  • l‘aumento delle attività in Italia.  

L’obiettivo dell’espansione dell’attività produttiva in Italia rappresentava, al pari di quello di aumentare l’attività all’estero, circa il 25,1%. 

La gestione attiva della finanza e della tesoreria aziendale sono sempre state considerate “relativamente” dal mondo delle micro e piccole medie imprese: ci si approcciava al tema della Finanza solo quando ci si relazionava con il partner bancario, spesso chiamato a sostenere direttamente o indirettamente anche il ciclo dell’attivo circolante.

N.d.r. Il Censimento permanente delle imprese ha interessato un campione di circa 280mila imprese con 3 e più addetti, rappresentative di un universo di poco più di un milione di unità, corrispondenti al 24,0% delle
imprese italiane, che producono però l’84,4% del valore aggiunto nazionale, impiegano il 76,7% degli addetti (12,7 milioni) e il 91,3% dei dipendenti

Le imprese italiane nel mercato in contrazione a seguito della pandemia: la finanza aziendale a supporto della richiesta di liquidità nelle micro e piccole imprese 

Da febbraio 2020 l’impatto del Covid-19 – imprevisto, sconosciuto, violento, drammatico, invisibile – ha completamente trasformato il quadro di riferimento. 

Lo Studio dei Pagamenti di CRIBIS dell’ottobre 2020, ci rappresenta come i lockdown abbiano impattato violentemente sui flussi di cassa delle imprese italiane prevedendo di fatto una forte tensione nella regolarità dei pagamenti anche oltre il 2021

Le maggiori difficoltà per le imprese sono quelle di:  

  • gestire “l’aumento dello scaduto”,  
  • valutare se accogliere le richieste di concessione di dilazioni di pagamento
  • affrontare le maggiori perdite sui crediti verso quei clienti che cesseranno la propria attività o che falliranno. 

Il Rapporto CERVED PMI 2020  ci conferma come il credito commerciale che l’Impresa concede al proprio Cliente e/o riceve dal proprio Fornitore, rappresenti una leva fondamentale per la gestione della liquidità e del capitale circolante. Al punto di decretare la stessa capacità di sopravvivenza dell’impresa. 

In Italia, le Imprese di grandi dimensione sono riuscite gestire, a proprio favore, le condizioni di pagamento a vantaggio della propria liquidità aziendale. 

Se rispetto alle imprese di media dimensione hanno posticipato il pagamento in media di 8 giorni rispetto a quanto concordato, questo termine è passato a 12 giorni rispetto alle piccole. 

Interventi di aiuto alle aziende in difficoltà finanziaria a seguito della pandemia da Covid-19: la liquidità di sopravvivenza 

I più importanti interventi previsti nei DPCM Cura Italia e nel cosiddetto Decreto Agosto destinati alle imprese hanno la prerogativa di sostenere proprio la finanza d’impresa ed in particolare l’attivo circolante. 

La concessione delle garanzie pubbliche ha permesso di “congelare e proteggere” il rapporto Banca-Impresa sia con rinegoziazioni e moratorie che con nuovo credito: possiamo definire l’insieme di questi interventi “liquidità di sopravvivenza”. 

A fornire questa liquidità sono spesso state le cosiddette FinTech (es: WorkinvoiceOctoberCashinvoice): strumenti estremamente sofisticati e molto performanti grazie ai quali alcune imprese sono riuscite a proteggere il proprio assetto finanziario. 
Questi strumenti di finanziamento spesso richiedono, per essere compresi e gestiti adeguatamente, sempre più specifiche competenze professionali. 

Sono invece poche le imprese italiane che, nell’emergenza, 
hanno predisposto un presidio professionale a supporto della propria finanza aziendale, avvalendosi di competenze professionali 
specifiche e pertanto in grado, oggi, non solo di aver retto l’urto della crisi, ma anche di aver reagito. 

Diffidenza di banche e istituti finanziari nella concessione di credito alle imprese: verso una nuova crisi finanziaria? 

Il protrarsi dell’emergenza non solo rende sempre più debole il tessuto imprenditoriale italiano, ma alimenta anche un diffuso senso di incertezza e di precarietà una profonda diffidenza tra tutti gli operatori economici e finanziari. 

I diversi interventi previsti nei DPCM, la sospensione dei licenziamenti, il termine delle moratorie, l’aggiornamento della Centrale Rischi, il parziale rinvio del Codice della Crisi di Impresa, le norme dell’EBA (European Banking Autority) che dovrebbero andare a regime dal prossimo giugno 2021, rappresentano, purtroppo, le basi di quello che definisco il Virus Finanziario

Il Sistema Finanziario e le Banche dovranno adeguarsi a norme ancora più stringenti previste dal Regolatore. 
La classificazione e la gestione delle sofferenze, la definizione di default e la concessione di nuovo credito, l’avvio dei regolari piani di ammortamento, rappresentano, potenzialmente, una serie di elementi che renderanno sempre più difficoltoso l’accesso al credito, soprattutto per le micro e piccole medie imprese

Dai finanziamenti e aiuti alle aziende in difficoltà ad una gestione virtuosa della finanza aziendale: le competenze necessarie 

In un contesto di sempre minor aiuto da parte del sistema e data la necessità di rimborsare i debiti contratti per gestire l’emergenza, difficilmente si potrà contare su nuovo apporto di liquidità accedendo a nuovi finanziamenti per aziende in difficolta, prestiti per aziende senza garanzie, credito commerciale e finanziario.  

Sarà invece fondamentale generare cassa in modo autonomo: trasformare il fatturato/generato in fatturato/incassato nei tempi concessi.  

  • Come migliorare la capacità di fare cassa in azienda? 
  • Come poter gestire la reportistica della contabilità? 
  • Di quali strumenti finanziari dotarsi? 
  • Come impostare una politica aziendale efficace per i crediti inesigibili? 
  • Come prevenire i casi di flusso di cassa negativo? 
  • Come prevedere l’andamento dei flussi di cassa? 
  • Cos’è il cash flow e come strutturarlo? 
  • Quali possibilità ha l’imprenditore? 

Rispondere a queste domande è necessario per articolare un percorso di riflessione e strutturazione di nuovi processi e nuovi flussi aziendali virtuosi.

Per gestire al meglio questa fase di mappatura ed analisi, la soluzione più efficace è affidarsi ad una consulenza aziendale professionale, con un esperto che possa impostare strategie e strumenti adatti alla propria realtà imprenditoriale.

Avere a disposizione una consulenza aziendale smart che porti in house le competenze necessarie per gestire al meglio la finanza aziendale è la vera arma vincente per cambiare la prospettiva e vincere le nuove sfide del mercato. 

Alle molteplici tipologie di strumenti con cui poter gestire la Finanza di Impresa ciò che risulta ancora molto poco diffusa è la competenza in grado di costruire Strategie e Tattiche Operative con cui iniziare a “Gestire una Impresa come se fosse un Istituto di Credito Evoluto”. 

Il confronto con un Esperto finalizzato a contaminare le idee può creare indipendenza nell’impresa e permette all’imprenditore di assumere decisioni più consapevoli


Inizia anche tu a prendere decisioni più consapevoli per gestire al meglio la tua finanza aziendale.

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