Fondo Nuove Competenze per la formazione finanziata: ecco perché non dovresti sceglierlo

Fondo nuove competenze per la formazione finanziata

Cos’è il Fondo Nuove Competenze?

Il 4 Novembre l’ANPAL (Agenzia Nazionale Politiche Attive Lavoro) ha approvato l’avviso pubblico per dare attuazione al Fondo Nuove Competenze (FNC).

Sinteticamente parlando, si tratta di fondi che verranno distribuiti dallo Stato per “rimborsare” le ore che l’azienda dedicherà alla formazione dei propri dipendenti; la domanda andrà presentata entro fine anno e l’erogazione del rimborso del costo orario sarà al massimo quantificabile in 250 ore per il primo trimestre 2021.

Quali sono gli obiettivi?

Leggendo il documento ufficiale, è innegabile che gli obiettivi che FNC persegue sono utili e validi:

  1. promuovere e agevolare l’innalzamento del livello del capitale umano nel mercato del lavoro;
  2. dare la possibilità ai lavoratori di acquisire nuove o maggiori competenze professionali, perché sia in tal modo agevolato il processo di adattamento alle nuove condizioni del mercato del lavoro;

sostenere l’impresa ad adeguarsi a modelli organizzativi e produttivi imprevisti e inediti, determinati dall’emergenza epidemiologica”)

La formazione finanziata e il Fondo Nuove Competenze sono gli strumenti giusti?

Per raggiungere gli obiettivi prefissati, FNC e formazione finanziata sono gli strumenti giusti? Forse no; ecco perché:

  1. La parola “magica” per accedere al fondo è sempre la stessa: “burocrazia”. È indubbiamente vero che serve provare di “meritare” i fondi ma è altrettanto vero che la mole di documenti da preparare è decisamente significativa e non sempre centrata sui bisogni formativi di un team in smartworking; la conferma della globale complessità di accesso a questo tipo di fondi è confermata anche dal World Economic Forum con lo studio “The Future of jobs report 2020” dove si legge che solo il 21% del campione intervistato è riuscito a far fronte alle esigenze di formazione del team attraverso i meccanismi di accesso ai fondi pubblici.
  2. Uno dei principali documenti da preparare nell’ambito della presentazione della domanda di accesso FNC è il piano formativo. Esso va creato in anticipo e non può essere modificato. Ora, se è vero che un manager può conoscere a grandi linee i “vuoti di competenza” dei dipendenti, è altrettanto vero che le esigenze formative di un team, soprattutto in una situazione contingente così nuova e particolare come quella imposta dall’emergenza sanitaria, si muovono in un ambito di dinamicità e di mutate esigenze dei lavoratori in base al reskilling che si rende necessario “al momento”.
  3. Delle 250 ore di formazione finanziata a disposizione molto spesso non ne viene fruita neanche la metà; uno studio condotto su oltre 2000 dipendenti di aziende in Italia che utilizzano formazione online dimostra che il tasso di abbandono dei corsi di formazione tradizionale è altissimo; il 57% degli imprenditori dichiara che i processi di formazione tradizionali sono costosi e inefficienti, poiché richiedono tempo e portano risultati spesso inadeguati.
  4. I soggetti che possono accreditarsi per erogare formazione che rientri nel Fondo Nuove Competenze sono spesso legati a modalità di fruizione dei contenuti poco aderenti alle concrete necessità dei dipendenti: corsi on line, video lezioni e slides o manuali da scaricare che spesso risultano distanti dalle reali necessità di formazione e con possibilità nulle di confronto e chiarimento di eventuali dubbi.

Conclusioni

Formare la propria squadra di lavoro è sempre importante e per farlo va benissimo anche il Fondo Formazione Finanziata ma oggi, noi che viviamo ogni giorno a contatto con le esigenze contingenti di aziende e soprattutto persone lo vediamo con chiarezza: il “lusso” di poter gestire una burocrazia così impegnativa in un momento storico così complesso se lo possono permettere in davvero in pochi.

Essere accanto agli imprenditori significa comprendere le loro esigenze e difficoltà e offrire loro un accesso a competenze ‘on demand’; competenze aderenti alla necessità formativa che si viene a creare “facendo”, giorno dopo giorno, nella pratica del percorso professionale di ciascuno senza necessità di doverla identificare “a priori”.

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