Imprese italiane e consulenza: funziona quando è operativa, professionale e mirata

imprese italiane e consulenza

In controtendenza: questa la definizione che possiamo dare al trend del Management Consulting in Italia negli ultimi cinque anni rispetto all’andamento generale del mercato produttivo nazionale.

La richiesta di consulenza da parte delle aziende italiane è in crescita costante; il dato parla di un flusso di incremento del cinquanta per cento circa.

Questi dati emergono dal report “La domanda di consulenza in Italia”, commissionato a NetConsulting da Assoconsult.

I dati risalgono a luglio 2020 e hanno analizzato in particolare le esigenze del mercato in relazione alla richiesta di servizi di consulenza per le aziende.

Quali aziende per quali consulenze? L’incontro tra domanda e offerta

L’indagine condotta su un campione di aziende italiane appartenenti ai principali settori economici, ha fatto emergere un primo dato interessante: più sono percepite come sfidanti le priorità da raggiungere, più le divisioni aziendali si rivolgono al supporto della consulenza.

Non solo: il campione intervistato per il report di Assoconsult ha dichiarato che la consulenza sulla quale ci si orienta in modo prioritario è quella relativa al supporto atteso verso le nuove tecnologie digitali.

Più in particolare, dunque, si orientano su una consulenza che porti supporto in merito a nuovi strumenti digitali prima di tutto le divisioni IT&Digital (priorità di quasi 9 punti su una scala da 1 a 10). Il 75% del campione del settore ha dichiarato di rivolgersi ad esperti esterni per compensare carenze di competenze.

Seguono a breve distanza le divisioni Marketing (con un punteggio di importanza a questo tipo di consulenza attestato a 8,67), le Risorse Umane (8,50), Operations (8) e le divisioni Amministrazione, Finanza e Controllo (5,50).

Interessante anche notare come le aziende italiane del campione abbiano dato grande importanza a consulenze ed investimenti finalizzati all’implementazione di tecnologie disruptive e non ai classici applicativi.

Quale divisione aziendale destina più budget per la consulenza?

L’incontro tra domanda e offerta è stato analizzato anche dal punto di vista del budget che le diverse divisioni aziendali sono disposte a destinare alla consulenza.

I dati, da questo punto di vista, vedono al primo posto come fruitori di consulenza le divisioni Risorse Umane (46,7% l’incidenza media della consulenza per il budget di questo settore), seguite da Amministrazione, Finanza e Controllo con un 40% del budget destinato al Management Consulting.

Anche in questo caso emerge una caratteristica importante: la consulenza viene percepita come utile quando va a gestire e supportare le divisioni aziendali in momenti di operatività.

Le Risorse Umane si rivolgono spesso all’esterno sia per confrontarsi sulle evoluzioni del settore ma soprattutto per avere indicazioni precise per quanto riguarda la definizione di materie come i contratti, la sicurezza, la formazione dei lavoratori oltre a tutto ciò che riguarda l’ambito previdenziale.

Anche i costanti aggiornamenti del tema fiscale e la gestione puntuale delle scadenze fiscali sono temi operativi, che richiedono un costante aggiornamento dei settori Amministrazione Finanza e Controllo attraverso lo strumento consulenziale.

Le divisioni Marketing, IT & Digital e quella Operations hanno necessità di consulenza più variabili ma con investimenti sempre dedicati alle consulenze ogni qualvolta si presenti un nuovo progetto da gestire.

Consulenza operativa e riduzione dei costi

Le imprese italiane, dunque, si affidano con fiducia al supporto consulenziale e ne percepiscono in modo costante i benefici.

Come riportato dal report Assoconsult, tutte le divisioni aziendali oggetto del sondaggio hanno indicato sempre tra i primi vantaggi della consulenza una riduzione dei costi operativi.

Questo indicatore, unito alla propensione di affidarsi a consulenze dal taglio più operativo, rende chiaro quanto le aziende italiane abbiano necessità di ottenere supporto nelle proprie attività professionali con un tipo di consulenza meno strategico e più calato nella concretezza della gestione.

In quest’ottica, ecco che la consulenza si trasforma e diventa smart: grazie alle nuove tecnologie, infatti, si possono ottenere sessioni di confronto con un esperto online, tramite piattaforme semplici ed intuitive che possano eliminare problemi logistici oltre che ridurre i costi.

Affidarsi ad un professionista tramite consulto online non solo fa risparmiare tempo ma si rivela una soluzione ottimale per le sue caratteristiche di flessibilità ma anche di puntualità nel risolvere l’esigenza operativa.

Una videochiamata, un problema da risolvere, un esperto dall’altra parte dello schermo: ecco la nuova frontiera del Management Consulting.

La consulenza fa crescere le PMI

Aprirsi al confronto e far crescere la propria attività grazie all’ausilio di consulenze specializzate è di certo sempre una buona pratica.

Non solo: il Politecnico di Milano infatti, ha voluto indagare meglio la relazione che esiste tra le PMI che affrontano la digital transformation grazie alla consulenza e la crescita legata all’erogazione di servizi.

Ciò che emerge è un dato interessante:

nel 2020 i servizi 4.0 hanno raggiunto un valore di circa  275 milioni di euro, +8% rispetto all’anno precedente, spinti soprattutto dalla consulenza operativa, mentre la consulenza strategica continua a trovare poco spazio”.

Ancora una volta ecco che il taglio prettamente operativo della consulenza risulta essere quello vincente; inoltre, si individua in modo chiaro una relazione di “causa-effetto” tra la crescita dell’erogazione di servizi tecnologicamente avanzati e la consulenza operativa.

Smart, operativa e volta alla digitalizzazione: questo il ritratto della nuova consulenza che le aziende italiane stanno cercando per crescere.


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