pianificazione

Qualche giorno fa mi è capitato di prendere un caffè con una cara amica. 
Mentre parlavamo del più e del meno io sono riuscita a incastrare due appuntamenti imprevisti mentre lei ha riorganizzato gli impegni per il weekend tra figli, marito e lavoro in una sequenza impeccabile. 

Ci siamo rese conto in quel momento che, ogni giorno, noi donne affrontiamo una marea di piccoli e grandi problemi che riusciamo non solo a risolvere, bensì a prevenire: in genere le nostre soluzioni includono anche una previsione di medio-lungo termine per ogni azione compiuta. 

Da quella conversazione ho iniziato ad osservare con più attenzione questo fenomeno. E ho notato che, sebbene anche gli uomini siano perfettamente in grado di risolvere i problemi, il loro approccio è differente: affrontano la criticità solo nel momento in cui si presenta, senza preoccuparsi di prevenirla. 

Gli uomini risolvono, le donne prevengono 

“Le donne sono multitasking” non è l’ennesimo modo di dire ma ha un vero e proprio fondamento scientifico: secondo una ricerca inglese, solo l’ultima di molti studi accademici sulla questione, le donne sono più agili, riflessive ed organizzate nel districarsi tra attività diverse, compiendole tutte bene allo stesso modo. 

Gli uomini, sempre secondo lo studio pubblicato su Bmc Psychology, tendono invece ad essere più impulsivi e si perdono se devono passare rapidamente da un’attività ad un’altra. 

Io sono una grande fan del pianificare per prevenire: la capacità di pianificazione si è rivelata spesso un’arma vincente per la mia impresa.  
Per ogni decisione che dovevo prendere, riuscire a prevedere le conseguenze che si sarebbero innescate ha permesso di avere sempre un paracadute. 

Anticipare le catastrofi però non sempre è positivo per la persona: la testa è costantemente piena di pensieri e come un algoritmo elabora in continuazione i possibili scenari e i piani B, C, D….X, Y, Z per evitare ulteriori problemi. 

Come ben sai, questo è davvero stancante e non permette di concentrarsi sull’oggi. 

Impara a perdere il controllo 

Un eccesso di pianificazione non di rado sfocia in forte stress e ansia, per non parlare poi della reazione esagerata che abbiamo se le cose non vanno come pianificato. 

Accettare di non avere il controllo sulle cose è il primo passo per liberarsi di questo peso. In fondo credo sia tutto radicato della nostra incapacità di sentirci all’altezza. 

Pensiamo di non poter gestire le situazioni nel momento in cui accadono e preferiamo anticiparle nella nostra testa.  
 
Un po’ come quando dobbiamo uscire il prossimo giovedì per una cena ma i capelli non sono abbastanza sporchi per lavarli e nemmeno abbastanza puliti per uscirci. Un uomo metterebbe un cappello o si butterebbe sotto la doccia al volo mezz’ora prima di mettersi a tavola…ma noi no, noi pianifichiamo il lavaggio capelli da settimane per incastrarlo con la palestra, il lavoro, le cene e le pulizie di casa.  

Questa attenzione a volte maniacale ci fa dimenticare che accettare l’imprevisto può essere stimolante e soprattutto che saremmo in grado di gestirlo perfettamente. 

imprevisto

E allora, come gestire l’impulso alla pianificazione seriale? 

Personalmente, quando inizio ad esagerare con la pianificazione cerco di rispondere a due domande: 

1. Di cosa ho paura? 

Quale può essere lo scenario peggiore che potrebbe succedere se io non pianificassi ogni minimo dettaglio?
Molto spesso sono cose banali, come appunto uscire con i capelli non lavati, cosa che puoi risolvere con una bella treccia e tanta lacca.  
Ma se si tratta di business visualizzare lo scenario peggiore può essere un’ottima tattica per prepararsi al peggio in modo consapevoleindividuare le aree di intervento tempestivamente. 

2. Cosa posso controllare? 

In genere sono poche le cose davvero sotto al nostro controllo: forse la più importante è il nostro comportamento e come ci approcciamo agli eventi.  

Perciò, se indubbiamente non possiamo controllare il crollo dei mercati azionari o una pandemia mondiale, possiamo cercare di reagire e preparaci mentalmente al temuto scenario per tirarne fuori qualcosa di creativo al momento giusto (vedi la treccia di prima). 

Va bene essere pronte a tutto, va bene non perdere di vista l’obiettivo finale, ma forse, invece di pianificare ogni dettaglio è meglio allenarsi a reagire in modo costruttivo.  
 
E quando non riuscirai a farlo…un bicchiere di vino, una canzone di Tiziano Ferro, un bel pianto liberatorio e il giorno dopo ti sveglierai come sempre: guerriera, e più forte di prima


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