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Ricerche di mercato: come renderle efficienti ed innovative

Ricerche di mercato

Questionari, interviste qualitative o focus group: questi gli strumenti e le tecniche più utilizzate dalle aziende che decidono di affidarsi alle ricerche di mercato. 

L’obiettivo è quello di raccogliere informazioni utili per crescere, ma spesso ci si imbatte in diversi problemi.  

In questo articolo parliamo di cosa sono ricerche le ricerche di mercato, quali soluzioni sono disponibili attualmente e nuove opportunità per svolgere queste attività in maniera innovativa. 

Ricerche di mercato: cosa sono, tipologie, effetti e sviluppi 

Le ricerche di mercato sono indagini che mirano ad individuare le opportunità e i problemi di una azienda o startup partendo dai clienti

In alcuni casi si tratta di pure attività di marketing, fondamentali per anticipare le esigenze dei clienti ed offrire un servizio di qualità. A volte si tratta di attività di ricerca utente, utili a comprendere i bisogni, i desiderata e i requisiti necessari per progettare servizi e prodotti. In altri casi ancora queste ricerche sono rivolte alla propria popolazione aziendale, come ad esempio le tante ricerche svolte in questi ultimi mesi per conoscere e valutare l’esperienza dei dipendenti nel nuovo contesto di smart working. 

In senso più ampio, svolgere ricerche può coinvolgere diverse tipologie di utenti e può prevedere diverse attività, a volte complementari tra loro. Ogni percorso segue precise procedure e risponde e precisi obiettivi. 

Principali tipologie di ricerche 

Esterne 

Sono quelle volte a conoscere l’opinione del pubblico e del mercato di riferimento; si pensi ad esempio ai questionari di customer satisfaction

Interne 

Queste indagini cercano di affrontare temi su ciò che si vive ogni giorno nel proprio contesto: classico esempio ne sono le indagini di clima aziendale.  

In molti casi queste attività rappresentano un modo per co-progettare, insieme alla popolazione aziendale, nuovi processi e nuove modalità di lavoro; si tratta di uno dei modi più semplici per le aziende per conoscere l’opinione dei propri dipendenti su specifici argomenti e strumenti. 

Accademiche 

Sono le ricerche che vanno a scandagliare ed analizzare fattori e componenti che compongono fenomeni sociali ed economici.  

Effetti 

Sicuramente tutti noi ci siamo imbattuti almeno una volta in una di queste indagini. E molto probabilmente non conserviamo un bel ricordo di questa esperienza.  

Solitamente, infatti, si riscontrano feedback negativi in quanto:  

  • C’è un alto tasso di abbandono del questionario prima della fine;  
  • Si percepiscono le domande come noiose o inutili;  
  • Se i quesiti posti sono troppo complessi o distanti da noi, si ha la sensazione di non essere stati in grado di fornire un’opinione sufficientemente autorevole o valida;  
  • Spesso si ha la sensazione di essere una semplice “goccia nell’Oceano”, la nostra opinione non verrà pressa in considerazione dagli analisti in quanto non siamo che una voce tra le tante;  
  • Difficilmente si trova lo stimolo a compilare correttamente il form, sapendo già dall’inizio che probabilmente non vedremo mai il risultato di quella indagine, che si disperderà archiviato in un qualche faldone, in un qualche cartella in cloud o in un bilancio di sostenibilità.  

Sviluppi 

Digitalizzazione e strumenti connessi: da queste due importanti evoluzioni sugli strumenti, il mondo della ricerca ha fatto un sensibile passo avanti per superare tutte le difficoltà e gli ostacoli percepiti dagli utenti. 

I questionari esistono da sempre, ma se prima erano cartacei ora sono per la maggior parte digitali, spesso associati a sistemi automatizzati di elaborazione delle risposte in grafici più o meno customizzabili.  

Anche le interviste qualitative e i focus group, soprattutto nell’ultimo anno, sono stati riprogettati per la somministrazione attraverso strumenti online di videoconferenza o di video-collaborazione.  

Ricerche di mercato: soluzioni sul mercato

Ci sono molte soluzioni sul mercato che offrono la possibilità di progettare indagini online, alcune anche completamente gratuite.  

È ormai consuetudine che i più grandi servizi di cloud ed editing abbiano tra le applicazioni anche quella relativa alla creazione di survey. 

Per citare alcuni esempi: 

Diversa l’esperienza legata alla progettazione di interviste discorsive qualitative. 

Sebbene online si possano facilmente trovare informazioni sul “come” farle al meglio, ancora non si trovano strumenti che possano sostituirsi alle competenze dei ricercatori, responsabili dell’ideazione e della somministrazione delle interviste.  

Vari software di analisi automatica e semi automatica dello scritto e del parlato possono essere validi strumenti di supporto per questo genere di ricerca.  

Ricerche di mercato: nuove opportunità 

Anche nel contesto delle ricerche sociali le contaminazioni hanno portato nuove opportunità.   

La più interessante? Poter “calare” un’indagine all’interno di un contesto conversazionale; una vera e propria narrazione.   

Un esempio concreto potrebbe aiutare a comprendere meglio le potenzialità di queste nuove opzioni disponibili.  

Immaginate di avere un bisogno di ricerca specifico. 

Ad esempio, la necessità di indagare l’esperienza dell’utente nella formazione e-learning (strumento a cui moltissime aziende si sono affidate in questi ultimi mesi di emergenza sanitaria e lockdown).  

Per iniziare ad ottenere risposte sul vostro bisogno di ricerca, la prima cosa da fare è raccogliere un piccolo gruppo rappresentativo del campione aziendale ed ottenere da loro informazioni sul contesto formativo aziendale e sull’esperienza vissuta attraverso interviste discorsive.  

Immaginate a questo punto di creare uno “scenario di fruizione” che sia comune a tutti gli intervistati e rappresentativo dell’esperienza che la popolazione aziendale ha svolto nei momenti di formazione online.   

Arrivati fin qui, dovrete portare questo scenario all’interno di una narrazione ovvero di uno storytelling

Il conversational storytelling 

Farlo in una piattaforma digitale è diventato indispensabile per due ragioni: permette di coinvolgere con maggiore semplicità un numero più alto di utenti, spesso con un semplice link e permette di raccogliere i dati all’interno di un foglio digitale che consente una elaborazione più immediata. 

Rispetto agli strumenti sopra citati quello che cambia non è tanto il fatto di essere digitale quanto il fatto di riuscire a progettare un dialogo tra un “agente conversazione” e il discente stesso in una sorta di dialogo interattivo che si trasforma in un vero e proprio coaching.  

L’agente conversazionale accompagna il discente lungo una storia, chiedendo la sua opinione su situazioni specifiche inerenti la formazione aziendale e ponendolo davanti a momenti nei quali deve prendere una decisione, vivendo quindi un’esperienza del tutto simile a quelle che accadono in una comune giornata lavorativa.  

La narrazione e l’identificazione con il proprio vissuto permette di far sentire il rispondente maggiormente coinvolto nell’esperienza digitale che vive. Si tratta infatti di un’esperienza immersiva utile a raccogliere risposte non solo complete, con un basso tasso di abbandono, ma anche, in misura maggiore rispetto ai classici questionari, risposte aderenti alla realtà.  

Essendo questa una piattaforma digitale immaginate di poter condividere questa storia con tutta la popolazione aziendale e di svolgere in questo modo una vera e propria indagine su larga scala.  

Si tratta certamente di un’opportunità, soprattutto in termini di ingaggio e di coinvolgimento del campione.  

Un altro vantaggio molto interessante di queste opportunità di digitalizzazione è quello rappresentato dalla raccolta di informazioni ancora più approfondita di una classica survey. 

Questo avviene grazie ad un equilibrio tra domande a risposta chiusa e domande a risposta aperta, proprio come in un dialogo o in una storia.  

Le piattaforme di conversational storytelling rappresentano un’interessante innovazione nel campo della user research e sono applicabili soprattutto al mondo dell’analisi della customer experience, in quelle in ambito HR e nell’analisi della presa di decisioni e delle scelte etiche e sociali (esempi pratici? I comportamenti legati alle scelte sostenibili o alle scelte di acquisto).  


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