Risk Management per gli studi professionali: tutto quello che devi sapere

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Spesso ci si ritrova ad informarsi su prodotti assicurativi e polizze solo quando si è già incappati nel rischio da cui ci si vuole proteggere!
Per questo è importante fare chiarezza sulle opzioni disponibili per proteggere un’attività professionale.

Assicurazione professionisti: a chi si rivolge?

Assicurazione RC professionale: questo prodotto assicurativo standard è necessario per tutte quelle attività che possono essere svolte solo dopo aver superato un esame di Stato ed essersi iscritti all’albo professionale di riferimento.

Alcuni esempi classici di queste assicurazioni  RC professionale sono:

  • Assicurazione professionale ingegneri;
  • Assicurazione professionale commercialisti;
  • Assicurazione professionale architetti
  • Assicurazione professionale avvocati

Spesso si pensa che con questo tipo di polizza si sia quasi del tutto esaurito l’argomento di gestione del rischio e di offerta assicurativa possibile per un professionista, ma non è così: l’economia reale corre veloce e, soprattutto negli ultimi anni, sono nate molteplici professioni non tradizionali che necessitano di essere tutelate  con assicurazioni professionali specifiche (basti pensare all’ambito digital).

Platea numerosa di potenziali clienti, oltrechè uno storico di casi concreti, le professioni sono da sempre il benchmark al quale far riferimento per definire i criteri con cui customizzare le assicurazioni professionali sono partite per confezionare prodotti standard di polizze riservate ai professionisti.

La new economy e le nuove professioni però impongono un nuovo schema: prima di acquistare la polizza serve essere consapevoli del rischio.

Il punto di partenza da cui partire, indipendentemente che si parli di una professione standard o di una nuova figura, non può essere il risparmio.

Spendere pochi euro in meno per l’assicurazione rc professionale tramite i portali di comparazione online non è mai un’arma vincente.
Per essere protetti in modo efficace è necessario essere consapevoli di tutte le sfumature e le aree di rischio che si potrebbero presentare nel corso dello svolgimento della propria attività: ecco dunque che si passa dalla semplice assicurazione professionale al più ampio campo della gestione del rischio.

Prima di acquistare polizze professionali è bene rivolgersi ad un esperto, ad un consulente aziendale che possa guidare il professionista verso l’identificazione delle maggiori aree di rischio della propria attività.

A fronte di questa analisi di risk management nascerà una mappa dei rischi che si potrebbero verificare con più intensità e frequenza. Solo una volta ottenuta questa mappa si potrà passare ad un’analisi costi benefici che porterà all’ implementazione della propria protezione assicurativa basata su una vera e consapevole analisi del rischio.

Risk Management: esempi e aree da presidiare per gli studi professionali 

Dal punto di vista del Risk Management, uno studio professionale ha tre principali aree che solitamente si consiglia di presidiare tramite polizze assicurative:

  1. Copertura rischi area tecnica: si riferisce alla prestazione professionale prestata e ai possibili profili di responsabilità civile nei confronti dei clienti. In questa area, oltre alla classica attivazione della RC professionale, sarebbe consigliabile sottoscrivere anche una polizza di tutela legale per poter usufruire dell’indennizzo assicurativo quando ci si trova nella situazione di doversi difendere o di dover proporre un’azione civile o legale.

    Una particolare integrazione di queste coperture assicurative prende il nome di D&O (Director&Officer). Si tratta di polizze destinate alle società (anche alle società tra professionisti, se del caso) che si occupano della gestione dei rischi associati al management, ovvero delle coperture dedicate ai dirigenti che, nell’ambito dell’attività d’impresa, possono essere chiamati a rispondere con il proprio patrimonio personale per risarcire danni a terzi.
    L’amministratore è soggetto alle casistiche di culpa in vigilando. Oggi l’essere amministratore e socio di una società di capitali non è più garanzia di autonomia patrimoniale perfetta; ci sono soggetti che possono agire legalmente (soci di minoranza, dipendenti o terzi come clienti e fornitori) e l’amministratore può rispondere con il proprio patrimonio se non adeguatamente tutelato.

    La tutela legale vede un’evoluzione della figura dell’amministratore anche nel caso di costituzione di Srl. Nonostante il tema sia ancor oggi molto dibattuto, secondo quanto previsto dalla Legge 231 la responsabilità penale in caso di contenzioso non ricade più solo sugli amministratori ma anche sulle società stesse.  Vista questa nuova normativa,  i rischi che un amministratore corre in caso di  azione legale nei suoi confronti sono sicuramente aumentati.
  2. Copertura rischi area organizzativa: le tutele tramite polizze assicurative destinate a questa area si riferiscono alla conduzione della sede operativa, alla gestione della sicurezza sul luogo di lavoro e alla responsabilità nei confronti dei dipendenti. Si parla in questi casi delle coperture che ci sono solitamente più familiari come furto, incendio o RC sul prodotto.
  3. Copertura rischi area infrastrutturale: questo è uno degli ambiti di risk management soggetti a rischi più delicati e ancora poco presi in considerazione. Si parla della protezione di qualsiasi attività, professionale o d’impresa, che passi per l’assicurazione del sistema IT in ogni suo aspetto. Proteggere server, postazioni di lavoro, PC da sinistri che potrebbero danneggiare fisicamente l’hardware, ma anche di coprire il cyber risk, cioè tutti gli episodi di intrusione, violazione dei sistemi ed appropriazione dei dati.

Ecco alcuni esempi di aree in cui può intervenire la garanzia assicurativa:

  •  spese di ripristino della funzionalità operativa dell’assicurato;
  •  eventualmente spese di riacquisto di dispositivi risultati inservibili a causa di un virus
  •  spese per sostenere l’onere, previsto dal GDPR, di informare tutte le controparti entro 48 ore dalla violazione o perdita dei dati.
  •  copertura degli oneri reputazionali: quando un’azienda subisce un attacco hacker e la sua reputazione sul mercato risulti compromessa, una buona polizza assicurativa professionale può comporsi anche di un servizio di ricostruzione della propria reputazione sul mercato a spese della compagnia.

Proteggersi dal cyber risk non è solo compito dell’assicuratore : prima di tutto è bene dotarsi di alcune procedure interne che possano già prevedere soluzioni e rimedi in caso di attacco ai propri sistemi informatici.

Avere già un piano di disaster recovery ed iniziare percorsi che portino ad una certificazione riconosciuta non solo rafforzerà l’attività in termini di due diligence ma porterà anche ad un risparmio in termini di costo della polizza assicurativa.


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