YOLO economy: un nuovo modo di vivere e lavorare

yolo economy

Ormai non si torna più indietro: la pandemia globale degli ultimi anni ha modificato per sempre le priorità delle persone e il mondo del lavoro.

Dopo il prolungato isolamento sono infatti sempre di più i lavoratori alla ricerca di un’alternativa al classico impiego 9-18, ormai inaccettabile soprattutto per i più giovani.

La conseguenza diretta è la nascita di nuove tendenze lavorative più flessibili, come la YOLO economy, acronimo di “You Only Live Once”, ovvero “Si vive un volta sola”.

La sua applicazione all’economia è stata teorizzata da Kevin Roose, esperto d’innovazione e trend tecnologici, in un articolo pubblicato sul New York Times nella primavera 2021.

Da allora questo concetto è diventato un vero e proprio stile di vita, soprattutto per i Millennials (1981 – 1996), al punto da rivoluzionare il mondo del lavoro e spingere sempre più persone ad abbandonare il proprio impiego stabile alla ricerca di un’avventura post-pandemia.

Ma cosa sta alla base della YOLO economy e quali saranno le conseguenze sul mondo del lavoro presente e futuro? Scopriamolo insieme.

Cosa si intende per YOLO economy?

La base della YOLO economy è una maggiore flessibilità lavorativa che permetta un giusto equilibrio tra vita e lavoro.

Ad abbracciarla sono coloro che rifiutano di vivere al solo fine di produrre e consumare, ma al contrario sono alla ricerca di esperienze che li arricchiscano, che abbiano un valore e che siano in grado di farli stare bene, anche nel lavoro.

Alla carriera e alla stabilità viene prediletta la libertà, la flessibilità e il benessere.

Su questa corrente sono sempre di più i lavoratori che abbandonano il loro impiego per aprire una propria attività imprenditoriale, solitamente in linea con i propri hobby e interessi: fondamentali per il successo diventano così l’apprendimento continuo, la consapevolezza di sé stessi e le soft skills.

Qualche dato sulle YOLO people

Ovunque nel mondo cresce il numero di persone che sente la necessità di abbracciare questo nuovo stile di vita.

Per fare qualche esempio, in Cina sempre più giovani rifiutano di lavorare perché non accettano di essere ingranaggi del sistema.

Negli Stati Uniti, nel 2020 sono state registrate 4,35 milioni di domande per l’avvio di nuove imprese da parte di Millennials, il 24,13% in più rispetto all’anno precedente, e il 2021 è stato sulla stessa scia.

Non è da meno l’Italia, che tra aprile e giugno 2021 ha visto poco meno di mezzo milione di persone, uomini e donne, dimettersi dal proprio posto di lavoro, ben il 37% in più rispetto al 2020.

Inoltre, secondo alcuni studi Microsoft, il 41% della forza lavoro globale prevede di cambiare lavoro nei prossimi 12 mesi: il 46% di questi si metterà in proprio o cambierà completamente settore.

Conseguenze per le aziende

Le aziende, trovandosi davanti persone a cui non sta più bene il classico concetto di lavoro e gerarchia, non possono che essere spaventate, poiché questa nuova tendenza mette in ginocchio il classico sistema piramidale.

Per accaparrare talenti non sarà più sufficiente dar loro un buon stipendio, ma fattori chiave saranno flessibilità e benessere: fondamentali quindi le ultime tecnologie e il coworking per consentire il lavoro da remoto.

Conclusioni e previsioni

La previsione è quindi quella di un futuro del lavoro flessibile e tecnologico, con un numero crescente di liberi professionisti e persone che creano da zero il loro posto nel mondo del lavoro.

Le aziende non cesseranno certo di esistere, ma saranno costrette ad evolversi alle nuove necessità dei lavoratori, a cui dovranno concedere una maggiore libertà. Manterranno al loro interno le competenze chiave che le rendono uniche e si apriranno a nuove competenze esterne a cui potranno accedere in modo semplice, flessibile e confidenziale. Non più quindi una persona per tutta la vita, ma diversi talenti in base al progetto specifico e alla fase in cui è l’azienda.

Benefici per entrambe le parti, che valorizzeranno aziende e persone.


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