Soft skills: competenze trasversali e mondo del lavoro

Soft Skills

Una delle ultime tendenze in ambito business riguarda l’utilizzo ed il rinforzo delle cosiddette “competenze trasversali” o soft skills. L’obiettivo? Aumentare e potenziare la produttività.

Cosa sono le soft skills?

Letteralmente tradotto dall’inglese, il termine soft skill significa “competenza morbida”; nel mondo del lavoro esse si contrappongono alle “hard skills” cioè alle “competenze rigide” ovvero a quelle più specifiche e tecniche.

Si tratta dell’insieme di tutte le abilità che appassionano e caratterizzano ciascun individuo, rese propedeutiche al miglioramento dell’interazione tra colleghi e più in generale all’implementazione e alla crescita del proprio profilo professionale.

L’ingresso delle soft skills nella cultura aziendale si attesta intorno agli anni ’60 anche se in un primo tempo esse furono viste come “secondarie” rispetto alle hard skills. Ad oggi, creare e rinforzare le competenze trasversali è diventato uno dei pilastri più importanti di ogni piano di formazione aziendale. Le soft skills sono strettamente connesse con il QIE, ovvero il Quoziente Intellettivo Emotivo.

Il quoziente emotivo, o intelligenza emotiva, è un aspetto dell’intelletto legato alla capacità di riconoscerecomprendere e gestire in modo consapevole le proprie emozioni e quelle degli altri. Il saper distinguere tra sentimenti e sensazioni permette di utilizzare queste informazioni per guidare i pensieri e le azioni.

Quali sono le soft skills?

Competenze trasversali interne

Hanno a che fare con il modo in cui ciascuno di noi percepisce e dialoga con sé stesso; per fare alcuni esempi, le competenze trasversali interne possono essere la fiducia in sé stessi, la capacità di problem solving, la perseveranza o la flessibilità.

Competenze trasversali esterne

Hanno a che vedere con il nostro modo di approcciare il mondo esterno: si passa dalla capacità di leadership a quella di lavorare in gruppo, dall’autopromozione alle abilità comunicative.

Oltre ad “interne ed esterne”, le soft skills che caratterizzano ciascuno di noi possono essere definite creative: si tratta delle passioni, degli hobby che ciascuno ha e a cui dedica del tempo semplicemente per trarne un giovamento personale.

Soft skills e lavoro

Basta leggere qualunque annuncio di lavoro oggi per comprendere quanto interesse ci sia da parte delle aziende nel conoscere le soft skills di ogni candidato.

Se è vero che le “competenze morbide” hanno fatto il loro ingresso nel mondo del lavoro negli anni ’60 è altrettanto vero che la loro importanza è diventata sempre più cruciale con il passare del tempo.

Il 91% degli intervistati, in un’indagine condotta da LinkedIn su 5000 HR Manager, ritiene che le soft skills siano determinanti nell’influenzare il mondo del lavoro futuro.

Conoscere e comprendere quali siano le capacità trasversali di ciascuna risorsa del team non solo diventa uno strumento fondamentale per capire quali siano i punti di forza e di debolezza di ciascun lavoratore ma porta anche vantaggi strategici rilevanti per poter gestire il gruppo di lavoro da parte dell’HR manager.

Poter conoscere i livelli di controllo delle emozioni, la capacità di empatia, quella di leadership, il livello di adattabilità e di proattività di ciascun individuo diventa l’arma vincente per creare progetti e squadre di lavoro omogenee e ben strutturate.

Se conoscere le soft skills è dunque importante, andare ad incrementarle, soprattutto quelle creative, con corsi o metodi di formazione aziendale specifici. Investire nelle soft skills del proprio team è decisamente un modo innovativo di attirare talenti che percepiranno l’azienda come “umana”, pronta ad ascoltare e a puntare sulle capacità di ciascuna risorsa, anche andando oltre i singoli ruoli.


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